Jacorossi: un marchio, una garanzia

ottobre 17, 2009 § 2 commenti

E così alla fine anche la Jacorossi si è beccata un bel rinvio a giudizio, insieme al solito governatore Antonio Bassolino, che a questo punto si candida di diritto ad essere il secondo uomo politico più perseguitato d’Italia dopo Papi Silvio, per quanto riguarda la sua, mancata, opera di bonifica.

Già perchè alla Jacorossi era stato affidato un compito importante dal commissario alle bonifiche ambientali, il sopracitato Bassolino, questo:

“L’Accordo di programma del 2 maggio 2006, sottoscritto dal Comune di Acerra, dalla
Regione Campania, dal Commissariato di Governo per le Emergenze rifiuti, bonifica e
tutela delle acque e dalla Società Jacorossi Imprese SpA:  regola i rapporti fra il Comune ed il Commissariato di Governo, allo scopo di consentire l’esecuzione da parte della Jacorossi Imprese SpA – come disciplinato dalla Convenzione rep. n.12793 del 19 aprile 2002 siglata con il Commissariato – degli interventi di asporto  e rimozione di rifiuti abbandonati ai sensi dell’art.14 del decreto legislativo 22/97 nel sito di interesse nazionale “Litorale Domizio Flegreo e Agro Aversano (Caserta-Napoli)”; definisce, a carico delle parti, gli oneri di copertura dei costi degli interventi di asporto, trasporto, smaltimento e/o recupero dei rifiuti;
stabilisce che i predetti interventi nel territorio di Acerra avranno inizio in località “Sorgenti
di Rullo”. tratto dal “Protocollo di intesa quadro per lo sviluppo sostenibile di Acerra” ottobre 2006.

Questo documento è particolarmente interessante perchè soltanto un mese dopo la Jacorossi avrebbe licenziato 373 lavoratori socialmente utili proprio perchè non effettuava le bonifiche che aveva da svolgere contrattualmente.

Eppure nessuno in Regione doveva aver preavvertito qualcosa, anche se da Roma un campanello d’allarme era risuonato forte e chiaro:

Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-00410
presentata da
GIOVANNI RUSSO SPENA
venerdì 28 luglio 2006 nella seduta n.028

RUSSO SPENA, SODANO, TECCE – Ai Ministri dell’interno, dell’ambiente e della tutela del territorio e del lavoro e della previdenza sociale – Premesso che:

in data 24 luglio 2006, con meno di 24 ore di preavviso, la società Iacorossi Imprese S.p.A., ha preannunciato l’avvio delle procedure di licenziamento per 380 lavoratori ex L.S.U. (lavoratori socialmente utili) della Regione Campania, assunti dalla stessa in forza di una Convenzione delle attività di bonifica e tutela ambientale, sottoscritta con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Commissariato di Governo per l’emergenza rifiuti in Campania (oggi Commissariato di Governo per l’emergenza bonifiche e tutela delle acque della Regione Campania), gli Assessorati al lavoro ed all’ambiente della Regione Campania;

la Convenzione dava seguito all’Accordo programmatico sottoscritto il 22 maggio 2001 tra i medesimi soggetti che aveva quale obiettivo la predisposizione del progetto e la successiva esecuzione dei lavori per gli interventi di bonifica e ripristino ambientale del sito di interesse nazionale “Litorale dominio Flegreo e dell’Agro Aversano”, finalizzato all’assunzione con contratto a tempo indeterminato da parte della Jacorossi Imprese S.p.A. di 380 lavoratori socialmente utili;

alla Jacorossi Imprese S.p.A. sono state trasferite da parte del Commissariato di Governo per l’emergenza rifiuti, poi per l’emergenza bonifiche e tutela delle acque, della Regione Campania risorse per oltre 65 milioni di euro;

le aree per le quali erano state previste le attività di bonifica sono da sempre epicentro di “ecotraffici” e caratterizzate dalle infiltrazioni di organizzazioni camorristiche in molti settori economici e, in particolare, in quelli collegati al ciclo dei rifiuti;

da verifiche effettuate dalla Provincia di Caserta e dalla Provincia di Napoli emergerebbero gravi irregolarità a carico della Jacorossi Imprese S.p.A. relative allo smaltimento dei rifiuti per diverse decine di migliaia di tonnellate,

si chiede di sapere di conoscere:

quale utilizzo sia stato fatto delle risorse trasferite alla società Jacorossi Imprese dal Commissariato di Governo per l’emergenza bonifiche e tutela delle acque della Regione Campania;

se la Jacorossi Imprese abbia rispettato la Convenzione sottoscritta con i soggetti istituzionali;

se esistano a carico della Jacorossi Imprese fondati sospetti, alla luce delle contestazioni effettuate dai tecnici delle Province di Caserta e di Napoli, per un illecito od improprio smaltimento dei rifiuti, e se siano state riscontrate alterazioni, manomissioni od irregolarità della documentazione relativa al trasporto e/o conferimento dei rifiuti;

quali aziende abbiano operato in subappalto per la Jacorossi Imprese, e se le stesse siano estranee a collegamenti e condizionamenti con le organizzazioni criminali operanti nell’area interessata dalle attività della Jacorossi Imprese;

quali siano state le iniziative poste in essere dai Prefetti di Napoli e Caserta per accertare eventuali interessi di aziende legate alla criminalità organizzata dell’Agro Aversano in relazione alla bonifica oggetto della predetta convenzione;

se l’avvio delle procedure di riduzione del personale annunciate dalla Jacorossi Imprese non costituisca una violazione della Convenzione e dell’Accordo programmatico, e se siano previste penali a carico della medesima società;

quali provvedimenti il Governo intenda adottare per garantire la bonifica ed il risanamento del sito di interesse nazionale “Litorale dominio Flegreo e dell’Agro Aversano” ed evitare che altre e consistenti risorse destinate alla bonifica del territorio vadano sprecate senza alcun giovamento per gli equilibri ambientali compromessi dalle ecomafie e senza avere nemmeno le sperate ricadute occupazionali, anche alla luce delle condizioni di precarietà e di disagio in cui sino ad oggi versavano i lavoratori della Jacorossi, che si sono oggi ulteriormente aggravate;

in che modo la Jacorossi Imprese abbia utilizzato i 380 lavoratori assunti in forza della Convenzione, e se risponda al vero che gli stessi sono stati “parcheggiati” in container allestiti all’interno di un cantiere edile abusivo posto sotto sequestro senza che fosse loro consentito di svolgere attività alcuna, mentre la Jacorossi stessa faceva ricorso all’utilizzo di ditte subappaltatrici;

quali provvedimenti il Governo intenda adottare, a fronte degli annunciati licenziamenti, per scongiurare le gravi conseguenze di una scelta che appare totalmente irresponsabile e che rischia di avere serie ripercussioni anche sul fronte dell’ordine pubblico”.

Prima di chiudere, per non farci mancare nulla, cito un breve passaggio di un pezzo di Repubblica del dicembre 2005, che spiega quale fosse la professionalità della Jacorossi, un marchio, una garanzia:

“Un futuro ce l’ hanno, i lavoratori della Jacorossi spa. Da lsu diventeranno degli esperti chef, alla Gianfranco Vissani. E non perché abbiano seguito corsi di formazione di “nouvelle cousine”. Conta l’ esperienza. E il tempo: di ore ne hanno a iosa, gli lsu, perché non lavorano. Anzi, non li fanno lavorare. E così uno dei cantieri (lido Pace di via Lenin, a Castelvolturno) sottoposto a “bonifica ambientale”, come recita l’ oneroso contratto firmato con la Regione Campania, è diventato una cucina sperimentale dove si mangia, si ride e si arriva a fine mese per portarsi a casa 900 euro. Gli lsu della Jacorossi spa non sono dei fannulloni: non lavorano perché l’ azienda non li ha attrezzati di mezzi e camion. La società per azioni, finanziata con 143 milioni di euro (denaro pubblico, s’ intende), ha affidato l’ appalto a una ditta privata di trasporti. E la bonifica ambientale, che intanto ha stabilizzato 350 lavoratori socialmente utili, va a passi di lumaca. A Caivano invece, in un altro sito di bonifica affidato alla Jacorossi, qualcosa si muove. Qualche tonnellata tra residui industriali e scarti di lavorazioni è stata raccolta, ma non si sa che fine abbia mai fatto. Anche qui i lavori sono andati in subappalto a terzi. Sul giallo, pare, indaga la magistratura.”

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§ 2 risposte a Jacorossi: un marchio, una garanzia

  • piedimonte patrizia ha detto:

    maledetti b………………….sono la moglie di un vostro ex dipendente (lsu)
    questo è già il terzo anno di mobilità sono arrivata all’esaurimento nervoso xchè mio marito percepisce 591.oo euro al mese ho tre figli un canone d’affitto e tutto il resto ………….. vi date una scossa fate qualcosa ma cosa aspettate che ci puntiamo una pistola alle tempie e finisce tutto

  • […] del Senato, di Russo Spena, datata addirittura luglio 2006 e che a suo tempo riportai anche io (qui per il testo integrale), e che tra le altre cose […]

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