Fenomeno Casa Pound: “Una progressione inquietante”

novembre 2, 2009 § 2 commenti

Intervista con Paolo Berizzi, giornalista di Repubblica autore di “Bande Nere”( Bompiani euro 17,50)

Sono sempre di più, sono sempre più giovani, sono sempre più “inseriti”. Ecco il ritratto del fascista del terzo millennio. Ragazzi in cerca di trasgressione, perché “essere di sinistra non è più alternativo” ci spiega Paolo Berizzi, giornalista di Repubblica, e autore del libro inchiesta “Bande nere”.

Nelle pagine del volume percorriamo una sorta di Tour nero per le città e le strade d’Italia, fra le case occupate, i cortei e l’organizzazione di eventi e concerti, tutti di stampo neofascista. Certo ci sono ancora i luoghi “classici” dei movimenti di ultradestra, come le curve degli stadi, “oggi l’80% degli ultras italiani ha una colorazione nera, nerissima”, ma non siamo più di fronte a comunità chiuse. “Anzi- dice Berizzi- i movimenti neofascisti oggi sono molto aperti alla società civile perché possono infiltrarsi con maggiore facilità”. Non solo ma, come nel caso di Quarto Oggiaro a Milano, oggi i giovani di ultradestra trovano anche alleanze inedite e rinnovate con la malavita organizzata. Certo stiamo parlando comunque di una serie di sigle che “alle elezioni non raccoglie più di un 3%, sommandole tutte e molte di queste non hanno buoni rapporti tra loro”.34594_casapound[1]--400x300

“Ma non è un fenomeno da sottovalutare- aggiunge Berizzi- anzi assistiamo ad una progressiva nazificazione dei movimenti di estrema destra, perché oggi c’è bisogno, soprattutto per i più giovani, di identità forti, di etichette esplosive che riempiano il vuoto di valori e di idee che c’è intorno, e i neofascisti si inseriscono perfettamente in questa logica”.

Berizzi ha viaggiato lungo l’Italia per capire la crescita e l’affermazione di quella che non è più solo una “frangia” di nostalgici, ma di ragazzi perfettamente integrati nel tessuto sociale.

Tanto da essere considerati alla “moda”, come aveva fatto in Febbraio il mensile della Mondatori “Top Girl”. Destinato ad un pubblico femminile tra i 14 e i 19 anni, aveva presentato la “carica dei neofascisti” come qualcosa di terribilmente “trendy”. Ecco questa è la grande “novità” ci dice Berizzi, “oggi non vediamo più i “ghetti” dove l’ultradestra era stata confinata e nei quali a volte si era auto confinata, basta con l’abbigliamento estremo o gli slogan truci; oggi il neofascista vuole sembrare un ragazzo normale, quello che potresti avere vicino nel banco o in fila alla mensa con te”.

“Sono partito dal Veneto, dalla periferia di Milano e da Roma ovviamente, perché questi posti sono diventati delle vere e proprie “officine” del neofascismo, se si osservano i muri della Capitale, in diverse zone ci si ritroverà davanti una vera e propria lavagna dei movimenti di ultra destra”.cspound1

In questo “mare” di movimenti si distingue CasaPound: “Quello della “tartaruga”( il simbolo del movimento) è un caso molto particolare. Prima di tutto ci troviamo di fronte al primo modello di centro sociale di destra. Tanto da vedere un “copia e incolla” di molti temi cari alla sinistra, come la casa, l’essere contro i poteri “forti”, loro lo chiamano antiglobalismo, e il sentirsi vicino ai ceti meno abbienti, ovviamente composto da cittadini italiani, perché l’identità nazionale e nazionalistica è un tema centrale”.

Quello che, però, interessa maggiormente di Casa Pound sono da un lato le sue contraddizioni e dall’altro le sue strategie, nelle quali si inserisce perfettamente l’occupazione dello stabile a Materdei .

“La prima contraddizione che mi sono trovato davanti- spiega Berizzi- è che i ragazzi di Casa Pound si presentano come dei “duri e puri” che occupano le case che poi trasformano in centri sociali, ma a Roma per esempio pagano l’affitto in più di una sede o gli appartamenti gli vengono addirittura regalati”. Secondo Berizzi questo avviene perché ci si trova di fronte ad un movimento che si sta “istituzionalizzando” e che sta costruendo un “Franchising del neofascismo” con una strategia comunicativa molto studiata.Forza Nuova_Saluto

“Quelli di Casa Pound ti dicono “noi rompiamo gli schemi” che significa comunicare anche con chi è diverso da loro, presentarsi nelle università, diminuire le distanze con gli altri, presentarsi come “fascisti per bene”. In un certo senso nascondersi, celare gli aspetti più estremi della propria identità”.

In questo senso risulta molto istruttivo un video, che circola su youtube, del marzo scorso, nel quale si vede l’eurodeputato leghista Mario Borghezio ad un convegno di “Nissa Resela”, movimento di ultradestra francese, mentre dà alcuni “suggerimenti” ai militanti.

Borghezio parla di “infiltrazione politica”, di “non apparire agli altri come fascisti nostalgici”, anche se è importante “rimanere dentro, sempre gli stessi”. Dissimulare, insomma, ed è quello che Berizzi vede fare ai neofascisti di Casa Pound.

“Cercano le sedi sempre vicino a luoghi dove vi siano forti comunità di immigrati, oppure dove ci siano università o in quartieri popolari- continua- questo perché da un lato loro devono dimostrare di essere l’ultimo “baluardo” di italianità in un Paese sempre più multiculturale; dall’altro stanno vicini ai “terreni di coltura” dove possono trovare giovani, o giovanissimi, da portare dalla loro parte, ecco l’importanza di apparire come “ragazzi normali”, moderni che condividono le stesse ansie e le stesse speranze dei loro coetanei”.bandenere

Quello che però appare davvero preoccupante è “l’inquietante progressione” che i movimenti neofascisti stanno facendo all’interno della nostra società: “Numericamente non sono tanti in assoluto- dice Berizzi- sono circa 150mila i ragazzi che fanno parte dell’ultradestra, ma è la capacità di infiltrarsi ad ogni livello e anche la mancanza di “risposte” che vengono dal sistema. Sono sempre più tollerati, come se si cercasse di “normalizzarli” e non di combatterli, e questo lo si vede dalle mancate risposte della politica, che tollera, e dall’assenza di alternative. Fenomeni come Casa Pound hanno preso il posto una volta occupato dai movimenti di sinistra. Oggi che nel Paese c’è stata una vera e propria disintegrazione di quella che si chiamava un tempo “sinistra extraparlamentare”, ti trovi davanti un vuoto. Ecco i neofascisti sono arrivati per riempirlo quel vuoto”.

Il crescente numero di aggressioni ai danni di omosessuali, immigrati o semplicemente ragazzi rei di apparire o essere “comunisti”, dimostra che la progressione “inquietante” è una realtà sempre più evidente. Forse però l’aspetto più preoccupante è proprio quella “tolleranza” che il sistema politico e sociale accorda a questi fenomeni. Resta da chiedersi, infatti, in che tipo di Paese viviamo, e soprattutto vivremo, se si decide di inglobare e metabolizzare un fenomeno come quello del neofascismo.

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§ 2 risposte a Fenomeno Casa Pound: “Una progressione inquietante”

  • R.S.I. - M.S.I. - Ramificazione ha detto:

    Non vorrei qui a stare a spiegare a lungo cos è la vera destra italiana.

    Tuttavia conoscendola in quanto facente parte dall’età di 14 anni posso dire al caro Paolo che la sua visione per quanto a tratti giusta e sbagliata nel suo complesso.

    Allo stesso modo quando sento i comunisti parlare di fascismo alla sconfusa o della destra italiana, riducendo il tutto in 4 stupidelli rasati senza cervello con il manganello in mano. Scoppio a ridere!!!!!

    Dimostrazione che della cultura di destra che trova origine nei testi di Mazzini ne sanno pari a 0.

    Tuttavia vi lascio con questa citazione di Mussolini durante la R.S.I. che sancisce un passaggio fondamentale, ancora una volta all’avanguardia rispetto ai tempi.

    « I nostri programmi sono decisamente rivoluzionari le nostre idee appartengono a quelle che in regime democratico si chiamerebbero “di sinistra”; le nostre istituzioni sono conseguenza diretta dei nostri programmi; il nostro ideale è lo Stato del Lavoro. Su ciò non può esserci dubbio: noi siamo i proletari in lotta, per la vita e per la morte, contro il capitalismo. Siamo i rivoluzionari alla ricerca di un ordine nuovo. Se questo è vero, rivolgersi alla borghesia agitando il pericolo rosso è un assurdo. Lo spauracchio vero, il pericolo autentico, la minaccia contro cui lottiamo senza sosta, viene da destra. A noi non interessa quindi nulla di avere alleata, contro la minaccia del pericolo rosso, la borghesia capitalista: anche nella migliore delle ipotesi non sarebbe che un’alleata infida, che tenterebbe di farci servire i suoi scopi, come ha già fatto più di una volta con un certo successo. Sprecare parole per essa è perfettamente superfluo. Anzi, è dannoso, in quanto ci fa confondere, dagli autentici rivoluzionari di qualsiasi tinta, con gli uomini della reazione di cui usiamo talvolta il linguaggio »

    (Benito Mussolini, Milano, 22 aprile 1945[42])

    • devilpress ha detto:

      Credo comunque che Berizzi volesse mettere l’accento sul fatto che questa nuova “destra radicale” è molto più legata al “capitale” di quanto essa stessa voglia credere. Saluti

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