Il successo di George W Bertolaso a rischio per colpa di un particolare: la verità

novembre 23, 2009 § Lascia un commento

Lo abbiamo visto raggiante, mentre si stagliava contro un cielo appositamente blu e declamava a gran voce: “L’emergenza rifiuti è finita, il 31 dicembre noi chiudiamo baracca ed entro tre mesi il Governo emanerà un decreto che dichiarerà chiusa questa lunga parentesi di 15 anni”. Ora aldilà della incredibile coincidenza fra la dichiarazione di normalità e le elezioni regionali Campane, dopo la giustizia ad orologeria abbiamo anche i decreti col timer, c’è solo un piccolo, quasi insignificante particolare che va a turbare questa scena idilliaca: la verità.

Una verità che non ne vuol sapere di futuri radiosi e continua a tingere di tinte fosche, come le polveri e la diossina, come il percolato, il futuro delle persone che vivono nella provincia di Caserta e in quella di Napoli.

Ma andiamo con ordine, il nostro comandante in carica George Bertolaso ne ha dette tante, quindi bisogna partire dalle sue affermazioni per stabilire cosa non va.

“il nostro obiettivo è stato costruire un ciclo virtuoso, partire dalla differenziata, per avere poi eco balle da mandare al termovalorizzatore e ridurre sia in maniera consistente i rifiuti da conferire in discarica, sia avere la possibilità di produrre energia elettrica per la Regione a costi accessibili. Certo non tutti i Comuni sono ugualmente virtuosi, ma questa non è una nostra responsabilità”.

Vedremo poi quali sono state le responsabilità della Protezione Civile e del Commissariato all’emergenza rifiuti della Regione Campania.

Prima va detto che l’affermazione di Bertolaso è un vero e proprio gioco di prestigio, un trucco da illusionista, perché non dice che:

Per quanto riguarda la differenziata nella città di Napoli siamo a dati a dir poco drammatici, non si è mai superata la soglia del 19% e da alcuni mesi risultano dispersi i dati dell’Asia, l’azienda che si occupa dello smaltimento nella zona di Napoli e Provincia. Ora anche se alcune città campane, non poche a dire il vero, hanno avviato la differenziata con risultati soddisfacenti, questo non riguarda la zona di Napoli, Caserta e rispettive provincie. Ovvero le zone davvero interessate dall’emergenza. Quindi la premessa per un ciclo virtuoso in realtà già viene a mancare perché senza il primo anello tutto viene a compromettersi. In verità l’esperimento dell’Asia di far partire la raccolta porta a porta in alcuni quartieri di Napoli, stava dando buoni, se non ottimi, frutti, ma, come ha notato anche Mariano Rotondo su “Il Roma” del 2 ottobre scorso, “Il Comune che poteva dare una spallata nel 2009 alla differenziata, si è come fermato davanti ad un obiettivo che sembrava avvicinarsi settimana, dopo settimana”, già, sembrava.

Comunque, ammettiamo pure per un momento, che il nostro eroe in tuta blu con bandiera italica in dotazione non abbia alcuna percezione che la raccolta differenziata non si fa. Restano sempre da bruciare le eco balle. Milioni di eco balle.

Ecco qui c’è il secondo problema. Perché nel processo che si sta svolgendo a carico del Governatore Antonio Bassolino, ex commissario ai rifiuti e alle bonifiche, e dei vertici proprio dell’Impregilo, Fibe/Fisia, secondo l’accusa, e in particolare dalle documentate relazioni del perito Paolo Rabitti, quelle eco balle, sono tutto tranne che eco.

Perché i macchinari che dovevano smistare i rifiuti nei CDR, che sono impianti fatti costruire da Impregilo come previsto nel contratto, in realtà non erano adatti. Non lo sono mai stati, secondo Rabitti, e poco c’entrava la difficoltà di farli arrivare già differenziati o la presunta umidità, che ne avrebbe danneggiato la qualità, che si accumulava nella munnezza, arrivata agli impianti. Quei macchinari si limitavano a “trito vagliare” i rifiuti, non a selezionarli. Evidentemente se gli ex impianti di CDR sono stati declassati a STIR, denominazione che indica proprio la semplice tritatura e compattatura, qualcosa di vero ci deve essere nelle parole di Rabitti.

La verità che scomoda tormenta come i miasmi che salivano dalla discarica di Terzigno, il sorriso smagliante e il racconto traslucido del nostro George W Bertolaso.

Quindi niente differenziata, e pare, niente eco balle a norma, anche il secondo anello va a farsi benedire, come se non bastasse le eco balle per loro stessa concezione vanno bruciate subito, o quasi il telo che le ricopre può contenerle un anno, mentre qui è passato ben più di un lustro. Quindi anche nell’ipotesi, sempre più dubbia, che ci fosse qualche eco balla a norma, lo era 7 anni fa. Lasciarla in un piazzale all’aperto per tutto questo tempo non ha fatto altro che compromettere il tutto.

E qui un’altra noiosa verità: lo sapevano quelli di Impregilo che non si potevano lasciare le eco balle stoccate per tutto questo tempo? Certo che lo sapevano e lo sapeva anche lo Stato, infatti nel decreto Napolitano del 1998 si imponeva che nelle more della costruzione dell’inceneritore, le eco balle fossero bruciate altrove. Peccato che nel capitolato d’appalto queste parole siano state cambiate per permettere lo stoccaggio e non perdere materiale prezioso. Già molto prezioso perché ogni eco balla che brucia beneficia dei famosi contributi Cip6 che lo Stato concedeva per incentivare la costruzione di Inceneritori e la produzione di energia elettrica. E per quale motivo io dovrei regalare moneta sonante ad altri impianti, magari persino non italiani, quando posso tenermi tutto qui cambiando venti parole in un capitolato d’appalto?

Così è stato fatto e le montagne di eco balle sono ancora lì. Una verità di migliaia di metri quadri si direbbe.

Ma allora se questo inceneritore brucia queste eco balle fuorilegge non diventa pericoloso? Molto come testimoniano gli 80 sforamenti in appena sei mesi, contro i 35 annui concessi, proprio dell’impianto di Acerra in fase di collaudo, dunque nemmeno a pieno regime.

Quindi se i contributi Cip6 li paga lo Stato, cioè noi, dove sarebbe l’energia elettrica a buon mercato per tutta la Regione? Pare, purtroppo per George W Bertolaso, che non ci sia nemmeno questa. Ma non ditegli tutte queste tristi e brutte verità, potreste rovinargli il sorriso e poi in televisione non rende.

(1-continua)

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