Storia di uno sgombero scomodo di Alessandro Gigante

novembre 27, 2009 § Lascia un commento

Riporto dal blog dell’amico alessandro gigante, dove potete vedere tutti i video, una storia di ordinario razzismo di Stato, in questo Paese a due velocità, con una giustizia che ha due pesi e due misure: una, indulgente e garantista, per i ricchi e potenti; l’altra, severa e terribile, per i poveracci.

”  Panni stesi ovunque, luci mancanti nei corridoi, stanze dove a vivere tra un angolo cucina improvvisato ed un salotto improvvisato sono 7 o 8 persone contemporaneamente, di cui la maggior parte bambini. Ovunque caos, grida, gente che va e gente che viene, che guarda la nostra telecamera curiosa ma allo stesso tempo impaurita dalla possibilità di essere ripresa, e di rivelare così al mondo esterno la loro miseria. E bambini. Tanti bambini. Più e meno piccoli, dai due ai 15 anni, che rischiano di essere separati dai genitori per essere mandati in istituti che nemmeno conoscono tra pochi giorni.

Precisamente due. Perchè il Comune ha deciso così, e non si torna indietro.

Accade a Pavia, al dormitorio San Carlo: Un palazzone vecchio e dimenticato in una sorta di terra di confine, in cui sono ospitati da anni secondo le stime 31 zingari rom, divisi in 6 famiglie. Due di queste, circa una dozzina di persone, il prossimo venerdì saranno sfrattate e messe sulla strada, perchè giudicate “non integrabili”. Unica ancora di salvezza concessa ai bambini (ma non ai genitori), la possibilità di essere presi in carico dal Comune e trasferiti in un istituto almeno fino al prossimo giugno, per poter almeno completare l’anno scolastico. Dividendo però di fatto i figli dai genitori, che – stando a quanto ci hanno riferito – avrebbero la possibilità di vederli solo durante i weekend.

Siamo riusciti con la nostra troupe ad entrare con le nostre telecamere dopo aver superato il blocco della vigilanza privata all’ingresso, e queste sono le testimonianze che abbiamo raccolto, e pubblicato sul sito della web tv per cui lavoro.

Ma qualcuno di voi si potrà anche chiedere: davanti alla minaccia di separazione dai genitori a cui vanno incontro questi bambini, al rischio per i genitori di finire per strada senza nessun sostegno da un giorno all’altro, al giudizio sommario di chi senza averli mai visti definisce queste persone come “non integrabili”, quale sarà stata la posizione della caritatevole chiesa Pavese? Cosa avrà detto il monsignore davanti al rischio di separazione delle famiglie?

Eccovi la risposta del vescovo di Pavia, monsignor Giovanni Giudici, che un altro dei nostri inviati ha raggiunto dopo che grazie ad un accordo tra Comune di Pavia e Curia aveva appena incassato 25mila euro con la firma di un protocollo d’intesa sulla funzione sociale ed educativa delle parrocchie mediante gli oratori.

Per concludere, questa l’intervista all’assessore Comunale ai Serivi Sociali Sandro Assanelli, che davanti all’accaduto dichiara: “Non possiamo continuare a mantenerli per sempre. Se loro vogliono tenere i figli con loro, noi non cederemo al loro ricatto: spingere i genitori ad imparare a camminare con le proprie gambe ha anche una funzione educativa.

La seconda parte dell’intervista all’assessore la trovate da domani sul sito.

Lo sgombero, ugualmente, è previsto per domani. E la probabilità, alta, è che finiscano come quelli delle foto che corredano questo servizio, che sono proprio quelle di un sgombero di Rom avvenuto alla fabbrica dismessa Snia solo pochi mesi fa.”

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