Processo Bassolino-Impregilo: Il fido Avallone

dicembre 10, 2009 § Lascia un commento

Udienza breve del processo Impregilo, che riprenderà il 16 dicembre con l’audizione di un teste davvero d’eccezione: L’ex commissario Corrado Catenacci.

In attesa di raccogliere la sua testimonianza è andata in scena, presso l’aula bunker di Poggioreale, si sempre quella, la commovente corrispondenza di amorosi sensi tra il teste Maurizio Avallone, ex dirigente della Seam che lavorava in seno all’Arpac, e gli avvocati della difesa.

I due punti più alti si sono toccati alle seguenti domande, di cui la seconda putroppo interrotta dal pm che l’ha fatta cancellare:  “D’estate gli ex impianti di CDR andavano in sovraccarico?”, risposta; “Mi sembra lapalissiano, in Campania ci saranno almeno tre milioni di abitanti in più”, e l’avvocato “No sa perchè c’è stato anche un consulente della Procura che ha sostenuto che questo non è vero”. Seconda “Ma quindi secondo lei gli ex impianti non funzionavano per colpa della mancata raccolta differenziata?”, risposta “Si, si tratta di impianti delicati e la presenza di rifiuti ingombranti, come ad esempio il motore di una lavatrice trovata dai miei uomini durante una ispezione, potevano bloccare l’impianto”; l’avvocato, gongolante: “Ah ecco quindi non è una questione di lame, trituratori o quant’altro come sostenuto dal solito consulente dell’accusa?”. A questo punto il Pm si è opposto contro la domanda tendenziosa rivolta ad un teste e non ad un consulente, il giudice accoglie. Peccato, lo spettacolo non era male.

Ma il Fido Avallone riesce a prodursi in altri numeri memorabili, come quando ha ricordato che fra i suoi compiti e quelli della sua squadra vi era la verifica ingegneristica degli impianti, ma bisogna dire che “nell’emergenza si navigava a vista ma questo dal punto di vista impiantistico è impossibile” Quindi come erano progettati questi impianti?

Ancora sulla qualità del Cdr: “Avevamo solo i dati della Fibe, noi non avevamo gli strumenti”. Ad occuparsi di questo aspetto poi non era lui ma la dottoressa Maria Luisa Imperatrice.  Il Fido Avallone ricorda poi che per un periodo i rapporti stilati dalla Seam/Arpac venivano prima consegnati al Commissariato e alla Fibe e poi resi pubblici.  Ma questo “è durato solo per pochi mesi”, anche perchè “non ho mai ricevuto pressioni, ho sempre lavorato in totale autonomia”. D’altra parte sulla affidabilità e trasparenza dell’Arpac nessuno dubita, sopratutto da quando si è scoperto che era un serbatoio elettorale di raccomandati che in molti casi non avevano mai lavorato in campo ambientale.

Ma torniamo al Fido Avallone, dopo aver ripetuto che a causa della mancata differenziata, a causa della presenza di rifiuti di tutti i tipi scaricati dai mezzi comunali, a causa dell’estate, dei turisti, del caldo, del mancato avvio della raccolta differenziata, gli ex impianti di Cdr erano sempre sotto stress. Non solo ma a causa del sovraccarico non era possibile effettuare le previste manutenzioni. A questo punto dal Pm parte una domanda: “Mi scusi in quanto, e come avete calcolato il sovraccarico?”. Espressione accigliata di Avallone, che dopo una pausa risponde: “Era evidente, cioè suppongo che i miei uomini guardassero i tabulati”. Ah ecco, lui suppone.

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