Il dossier di Rifondazione sul voto di scambio

marzo 25, 2010 § Lascia un commento

Pubblichiamo il testo integrale del documento fattoci pervenire dal Senatore Sodano.

POMIGLIANO d’ARCO

1 ) A Pomigliano si vota anche per  il rinnovo del Consiglio Comunale  ed è la roccaforte del consigliere regionale  uscente e ricandidato alle regionali, nonché già Sindaco per 10 anni dal 1995 al 2005 , Michele Caiazzo. Cinque anni fa la Commissione d’accesso di nomina Prefettizia   aveva chiesto lo scioglimento del Consiglio comunale in cui era sindaco Michele Caiazzo per infiltrazione camorristica,  ma il  Prefetto non trasmise subito la richiesta al Ministero dell’Interno, perché in prossimità del rinnovo del Consiglio Comunale,  e aspettò l’esito delle Elezioni che videro la vittoria del sindaco Della Ratta (PD) e quando la richiesta fu inoltrata al Ministero, ovviamente, non si procedette più allo scioglimento (in quanto c’era un nuovo Consiglio)  ma si affidò alla Prefettura il compito di monitorare la nuova amministrazione.

Questa premessa è doverosa per capire la gravità di quello che è avvenuto nei giorni scorsi, come denunciato pubblicamente dal nostro candidato a Sindaco a Pomigliano , Felice Romano, e riportato da alcuni quotidiani.

A pochi giorni dal voto, il Sindaco Antonio della Ratta  ha firmato il decreto che ha dato il via libera all’atto di convenzione con la  Società Costruzioni immobiliare srl per l’edificazione all’interno di un comparto urbanistico , senza la liberatoria antimafia sulla società in questione. La cosa è particolarmente grave perché da quello che ci risulta ci sono indagini in corso  da parte delle forze dell’ordine per verificare condizionamenti o presenze di imprese collegate alla malavita organizzata  e vi sarebbero relazioni ostative alla liberatoria antimafia.  Comunque, considerata la particolarità del territorio in cui ci si muove, sarebbe stata buona prassi aspettare l’esito dell’istruttoria definitiva  prima di procedere al decreto e successivo atto di convenzione.

La  conseguenza  di questo atto è che la Costruzioni Immobiliare srl, senza liberatoria antimafia,  può dare il  via ai lavori, cominciare a costruire e a realizzare profitti con le vendita delle abitazioni, senza che ci siano garanzie per il rispetto  della normativa antimafia. La vicenda è nota da mesi per l’opposizione che il PRC ha fatto in Consiglio Comunale, dove è il caso di ricordare che il provvedimento fu approvato con  soli 14 voti (consiglio composto da 30 piu’ il sindaco) utilizzando la clausola della seconda convocazione consiliare.

Nella serata di sabato ci hanno segnalato festeggiamenti da parte di imprenditori per l’approvazione dell’atto e “stranamente” per il trasversalismo  degli interessi siamo stati gli unici ad opporci anche in queste ore.

2)Ci hanno segnalato che nei comitati elettorali  del PD, nella centralissima Piazza Primavera, vengono ritirati curriculum di giovani in cerca di posti di lavoro e  vengono presi impegni per la Fiat ( nel pieno di una crisi con rischi seri per il futuro produttivo dello stabilimento di Pomigliano) , per l’Alenia, nelle aziende partecipate dal Comune dal Comune come l’ENAM. Addirittura ci è stato segnalato qualche lettera di colloquio alla GORI (aziende gestione risorse idriche con partner ACEA).

COMPRAVENDITA DI VOTI

Abbiamo ricevuto molte segnalazioni  di compravendita di voti sia nella città di Napoli che nella Provincia attraverso un meccanismo noto da tempo  ma che si sta affinando con le ultime elezioni. Infatti oltre al “tradizionale” acquisto  di pacchetti di voti nei quartieri dove è piu’ forte il degrado e la povertà , stiamo assistendo a gruppi organizzati  che offrono “un servizio completo” fatto di distribuzione di materiali elettorale nei condomini e agli  incroci, l’attacchinaggio “garantito” di manifesti,  “acquisto” voti  con “garanzia” attraverso la presenza davanti ai seggi per indirizzare e verificare l’afflusso, prevedendo già per la domenica sera il controllo degli elettori che non si sono presentati al voto per raggiungerli e “ convincerli” a votare per i candidati che sponsorizzano.

Sulla stampa campana sono usciti diversi articoli con i dettagli delle tariffe per le varie tipologie di affissione e di “costo” del voto( si allegano copie articoli) .

Si segnalano due casi particolari :

1)    quello di Portici in cui si pratica una “tariffa particolare “ di 1 euro per ogni manifesto affisso, contro i 50 centisimi di media nel resto della Provincia, ma con la garanzia della tenuta dei manifesti per strada  ed è praticamente impedito a chiunque attaccare  i manifesti in quella città. Il tutto avviene grazie alla copertura di  “famiglie” malavitose locali.

2)    A Brusciano è stata segnalato il caso di una dazione di denaro all’interno dell’ ex legge 219 ai “capi palazzo” nella misura di 1000 euro per ogni 50 voti da garantire con foto da telefonino. Segnalati due candidati del territorio circostante uno del PD e uno di una lista collegata al candidato presidente Caldoro.

Fenomeno altrettanto odioso quello dell’utilizzo di associazioni o gruppi di disoccupati a cui si promettono ipotetiche soluzioni lavorative  in cambio di pacchetti di voti ( allegato articolo de “Il Mattino” del 24 marzo 10). Dalla lettura dell’articolo e da alcune segnalazioni ricevute  si tratterebbe del candidato della lista MPA  per Caldoro Presidente , Angelo Marino e dell’assessore regionale al Lavoro Corrado Gabriele candidato del PD per De Luca presidente. Il fatto è grave perché alimenta speranze  di successive assunzioni , infatti si legge nell’articolo “Noi  iscriviamo i disoccupati nelle liste , ognuno nel proprio settore.Pagano due euro al mese e curiamo le loro pratiche , li portiamo a manifestare ,organizziamo i sit in. Naturalmente a tutti gli iscritti consigliamo di votare il nostro candidato”. Fenomeno inquietante che va stroncato prima di produrre un forte condizionamento nel libero esercizio del voto.

SCAFATI (SA)

Dal 2008 la giunta comunale di  Scafati è guidata dal sindaco Pasquale Aliberti (PDL) che ha fatto del governo della città un vero e proprio trampolino di lancio e strumento di costruzione di popolarità spendendo enormi quantità di denaro pubblico  in eventi e feste .

Nel corso della campagna elettorale per le elezioni provinciali del 2009, alle quali il sindaco era candidato (ora è consigliere provinciale) si sono registrate gravi violazioni delle regole. Si sono realizzati lavori pubblici durante i 30 giorni di campagna elettorale con il rifacimento dei marciapiedi di via Martiri d’Ungheria  e il restyling di Piazza Vittorio Veneto approvati con solo atto di Giunta.

Ci sono state violazioni anche per quanto concerne la pubblicità: innumerevoli striscioni e manifesti formato gigante (anche oltre i 6×3) sono stati affissi su balconi di abitazioni private e lungo le strade cittadine.

Alcuni di questi sono rimasti fino a poche settimane fa. Inoltre sempre nell’arco dei 30 giorni della suddetta campagna elettorale fu pubblicato con i soldi del comune un libretto intitolato “Scafati Cambia: un anno di governo della città” che ufficialmente era un resoconto istituzionale per informare la cittadinanza dell’operato della giunta, ma che in realtà conteneva  elementi “di propaganda elettorale”. Analoghi casi di scorrettezza stanno avvenendo anche in questa campagna elettorale che vede MONICA PAOLINO, moglie del sindaco, candidata alla carica di consigliere regionale nella lista del PDL della provincia di Salerno. Anche in questo caso striscioni e manifesti sono collocati fuori dagli spazi consentiti, ma questa volta la dose di illegalità è rincarata dalla trasformazione della casa comunale in comitato elettorale , con il materiale elettorale esposto in tutti gli uffici comunali, come denunciato dall’opposizione consiliare (fonte Metropolis del 20 Marzo 2010).

La campagna elettorale di Monica Paolino  si contraddistingue per le ingenti risorse finanziarie investite: in qualunque punto di Scafati si guardi vi è la faccia della Signora. Vi è un problema di costi di simile campagna e di mancato rispetto delle leggi, perché il Sindaco , nonostante i ripetuti solleciti non procede alla rimozione di manifesti, striscioni…fuori dagli spazi consentiti e cosa ancora piu’ grave non ha predisposto gli spazi elettorali per le liste.

CORRADO GABRIELE

L’ass. regionale Corrado Gabriele tra le altre cose ha fatto pubblicare sul sito http://www.escodentro.org  il testo di seguito

Per la manifestazione di interesse ad azioni finalizzate alla promozione dell’inserimento lavorativo da parte dei disoccupati di lunga durata interessati da provvedimenti penali che abbiano già scontato la pena o siano sottoposti a misure alternative alla detenzione come da D.D. n. 64 del 15/03/2010.

Un decreto dirigenziale del 15 marzo 201° che  fa riferimento ad una generica “manifestazione di interesse  per l’inserimento lavorativo di disoccupati di lunga durata  interessati da provvedimenti penali”, appare quanto meno inopportuno per la vicinanza alla scadenza elettorale e per la modalità con cui viene fatta. In realtà nella prenotazione viene richiesto anche il numero di cellulare e come è stato segnalato nelle ore successive alla registrazione arrivava un sms in cui si chiedeva il voto per il candidato del PD Corrado Gabriele.

Sempre l’Assessorato al Lavoro e alla Formazione ha pubblicato, durante la  campagna elettorale, l’elenco delle aziende ammesse ai finanziamenti per le opportunità di Formazione lavoro.

Andrebbero anche  verificate  le proprietà degli immobili e le forme contrattuali  delle sedi dei Comitati elettorali del candidato e  l’entità del costo della campagna elettorale che appare sproporzionato rispetto ad una campagna elettorale per il rinnovo del consiglio regionale.

ANTONIO SCIALDONE E MICHELA PONTILLO

Il nome di Antonio Scialdone compare già nell’ordinanza di arresto di Nicola Cosentino ed in altre inchieste sul ciclo dei rifiuti e sui Regi Lagni, a partire da quella sulla Recam, società della Regione Campania. Scialdone in qualità di Direttore Generale del Consorzio Unico di Bacino delle Province di Napoli e Caserta, sta elargendo aumenti di stipendio  ingiustificati e progressi di carriera, assumendo nuovo personale.  Da Il Mattino dell’11 marzo si legge  “ la protesta contro le promozioni a raffica degli ultimi giorni. Un «assalto alla diligenza» che, secondo i rappresentanti dei lavoratori, ha creato delle situazioni assurde. Una per tutte: dal primo marzo, quando già erano state approvate le norme che affidano la gestione del consorzio al commissario liquidatore, è stata firmata anche la promozione al terzo livello b, quello degli autisti dei compattatori, per alcuni dipendenti che non hanno la patente C che serve  a guidarli.Nella lettera di promozione è scritto: «Valutate le effettive mansioni svolte dal dipendente in indirizzo, onde evitare inutili controversie legali, si dispone che a far data (…)». Insomma, una promozione concessa per evitare eventuali cause di lavoro ma la legge prevede che le qualifiche restino quelle acquisite fino al 31 dicembre 2008.””

Il direttore ha anche  rinunciato al ricorso contro le assunzioni dei dipendenti di Matese Ambiente, la società sciolta per mafia per i suoi legami con Nicola Ferraro, l’ex consigliere dell’Udeur.  Iniziative che aggravano la già difficile situazione dei duemila lavoratori del consorzio . Scialdone, a quanto pare, più che al destino dei lavoratori è interessato a quello di sua moglie Michela Pontillo, candidata al consiglio regionale con la lista “Per Caldoro Presidente”, tanto da rispondere ai lavoratori che chiedevano lavoro: <Pensate a portarmi voti>.  La circostanza  è stato esposta anche in una denuncia  da parte di alcuni lavoratori  del Consorzio alla Stazione dei Carabinieri di Cancello Arnone il 3 marzo del 2010 , e ci è stato segnalato anche che Antonio Scialdone  riceveva i lavoratori presso il Comitato elettorale della moglie Michela Postillo, per firmare le promozioni ( addirittura due o tre livelli in uno, anche da operatore ecologico a caporeparto). Il direttore Antonio Scialdone sta facendo campagna elettorale alla moglie, con costi ingenti per la comunità.

Di seguito due articoli del mattino sulla vicenda Consorzi

di Daniela De Crescenzo

NAPOLI (11 marzo) – La protesta dei lavoratori del consorzio di bacino ha bloccato ieri mattina la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti a Caserta.

Assemblee sindacali a catena, autocompattatori in strada per bloccare lo Stir di Santa Maria Capua Vetere, lo svincolo Caserta Nord dell’autostrada e la via Appia, all’altezza di San Tammaro. I lavoratori protestano perché non sono stati pagati, ma non solo. C’è, ovviamente, la preoccupazione per il futuro visto che difficilmente si potrà trovare lavoro per tutti i 1276 dipendenti, anche se la legge recentemente approvata dal Parlamento ne prevede il riassorbimento.
E da parte di alcune sigle sindacali, quelle riunite nel cartello degli autonomi, c’è anche la protesta contro le promozioni a raffica degli ultimi giorni. Un «assalto alla diligenza» che, secondo i rappresentanti dei lavoratori, ha creato delle situazioni assurde. Una per tutte: dal primo marzo, quando già erano state approvate le norme che affidano la gestione del consorzio al commissario liquidatore, è stata firmata anche la promozione al terzo livello b, quello degli autisti dei compattatori, per alcuni dipendenti che non hanno la patente C che serve a guidarli.
Nella lettera di promozione è scritto: «Valutate le effettive mansioni svolte dal dipendente in indirizzo, onde evitare inutili controversie legali, si dispone che a far data (…)». Insomma, una promozione concessa per evitare eventuali cause di lavoro ma la legge prevede che le qualifiche restino quelle acquisite fino al 31 dicembre 2008. Pochi, però, lo ricordano.
La conseguenza è stata che il presidente del consorzio, il sindaco di Grazzanise Enrico Parente, è stato costretto a firmare ieri una delibera di revoca di tutte le promozioni fatte dal suo predecessore, Enrico Fabozzi. Tornano allo start di partenza, dunque, Antonio Scialdone, Francesco Raucci, Isidoro Perrota, Anthony Scialdone, Francesco Goglia, Giovanni Fusco, Giuseppina Pennacchio Flagiello. «Ho tentato di mettere un po’ di ordine – spiega Parente – è assurdo che in un momento così difficile, mentre si stenta a sistemare gli esuberi, ci sia gente che usufruisce dell’auto di servizio, di rimborsi spesa esorbitanti, di indennità di dirigenza da 1500 euro e di superminimi vari».
Ma secondo il portavoce del sindacato Azzurro, Vincenzo Guidotti, «fa bene Parente a revocare le promozioni, ma bisogna ricordare che la pianta organica deve essere fermata al 31 dicembre del 2008. Questi signori non sono più nessuno: intervenga la magistratura». Promozioni a pioggia ma niente lavoro. Lo ha denunciato ai carabinieri della stazione di Cancello Arnone Antonio, uno dei lavoratori del consorzio che il 3 marzo si è presentato in caserma raccontando di aver lavorato fino al novembre del 2009 distribuendo buste per la differenziata.
Poi «i dirigenti del consorzio ci hanno comunicato che le buste erano finite». E allora Antonio e tanti altri come lui sono rimasti per mesi in attesa di qualcosa da fare. Un’attesa che ancora non si è conclusa. È scritto nella denuncia: «Mi sono sentito in dovere morale di rappresentare al direttore generale, in più occasioni, che effettivamente io dal mese di novembre del 2009 non espletavo materialmente nessuna incombenza per il consorzio nonostante quest’ultimo mi continuasse a pagare».
E ancora: «Nei tre incontri avuti e non so quanti rinviati, il direttore mi ha sempre detto che dovevo aspettare che prima o poi qualcosa mi avrebbe fatto fare». Ma all’ennesima richiesta di lavoro il direttore Antonio Scialdone si sarebbe spazientito e avrebbe chiesto sostegno elettorale. Il dipendente dice anche che a essere candidato non è il direttore, ma la moglie. Un’affermazione che, se veritiera, sarebbe molto grave e sulla quale sono in corso le attività di riscontro da parte degli investigatori.

Napoli, timbrano il cartellino e vanno via
denunciati 60 spazzini del Consorzio

TUFINO (24 febbraio) – Qualcuno aveva firmato la presenza ed era sparito, qualcun altro girovagava nei dintorni. Ma c’era anche chi aveva fatto di più sottoscrivendo non solo l’orario di entrata e quello di uscita, e non solo per la giornata, ma anche per quella successiva. Con l’aggiunta dello straordinario. I carabinieri della stazione di Schiava, che lunedì hanno svolto una serie di controlli, hanno denunciato per truffa aggravata ai danni della pubblica amministrazione e falso commesso da incaricato di pubblico servizio, sessanta dipendenti (una decina pregiudicati) del consorzio unico di bacino di Napoli e Caserta.
Si tratta dei lavoratori in servizio a Tufino, che operano in località Paenzano dove ci sono due discariche dismesse. I dipendenti in servizio, che sono poco più numerosi di quelli denunciati, sono addetti alla manutenzione della discarica, dal controllo dei teli alla raccolta del percolato.
In realtà erano stati assunti per provvedere anche alla raccolta differenziata e a quella della spazzatura, ma nel corso degli anni quasi tutti i comuni aderenti al consorzio hanno preferito uscire dall’associazione e appaltare il servizio a ditte private. Grazie a un improprio utilizzo delle norme che regolano i passaggi di cantiere sono riusciti in molti casi a far lievitare il numero dei dipendenti.
E poi nei consorzi sono confluiti tutti i dipendenti delle ex discariche gestite da manager legati alla camorra. Infine si è aggiunto un gran numero di assunzioni clientelari sulle quali tuttora indaga la magistratura. Tutti si sono andati ad aggiungere ai duemila lsu che entrarono in servizio nel 2001. Risultato: il numero dei lavoratori è cresciuto esponenzialmente nel corso degli anni mentre il lavoro si è ridotto sempre più.
Attualmente l’articolazione Napoli 3, quella a cui fa capo Tufino, serve, secondo il prefetto Forleo che la governa, quattro o cinque Comuni. Una situazione comune a tutti i bacini del napoletano confluiti in un unico consorzio, il «consorzione», con quelli di Caserta che invece continuano a lavorare in molti degli impianti ancora aperti. Il paradosso è che gli uni e gli altri accumulano migliaia di ore di straordinario tanto che nelle scorse settimane il presidente del consorzio Napoli Caserta Enrico Parente, sindaco di Grazzanise, e il direttore Antonio Scialdone hanno trasformato con una delibera i contratti a tempo parziale in full time per tutti i dipendenti di Caserta, passando da trenta a trentasei ore settimanali.
Per risparmiare, dicono. Hanno scritto, infatti, nel provvedimento: «Accertato che allo stato i lavoratori impiegati nei cantieri dell’articolazione Caserta attuano da lungo termine il prolungamento dell’orario contattuale settimanale sia sotto forma di lavoro supplementare sia sotto forma di lavoro straordinario (con aggravio dicosti e oneri riflessi) … si delibera diapplicare il regime orario di36 ore, definito full time dal contratto dilavoro Federambiente».
Ma il provvedimento riguarda solo Caserta e ha provocato, quindi, la reazione dei sindacati autonomi che hanno chiesto l’allargamento del provvedimento anche ai dipendenti che lavorano a Napoli. Ma l’assalto alla diligenza di queste settimane (il consorzio sarà sciolto e i dipendenti passeranno alle società provinciali dopo la conversione in legge del decreto 195 ) non è un fenomeno nuovo; basti pensare che già il commissario ad acta Alberto Stancanelli era stato costretto a intervenire per chiedere una regolamentazione degli straordinari: un dipendente aveva accumulato, ma solo sulla carta, una presenza giornaliera di ventitrè ore. Per non parlare delle indennità, dei rimborsi spese e dei riconoscimenti ad personam.
Daniela De Crescenzo

DE LUCA – COSENTINO
Vincenzo De Luca è coimputato  (nel processo per la costruzione della centrale elettrica di  salerno) di Leonhard Karl Keller, nato in Svizzera nel 1934,l’uomo forte (per conto dell’azionista Egl) della “Calenia Energia Spa”,
la società formata da Egl ed Hera che ha acquistato da Scr (nella quale
figura Giovanni Cosentino) i terreni per la centrale di Sparanise.  Scr ha
ottenuto anche una partecipazione in Hera comm mediterranea che
commercializza l’energia prodotta da Calenia e ha sede nell’Aversana Patroli dei Cosentino.

CALENIA ENERGIA SpA  :  EGL 85 %  e HERA 15%

Un po’ di storia :

1999 la Scr compra per 2,2 milioni euro (3 miliardi e 715 milioni) terreni dell’area industiale ex Pozzi  dalla Sai a Sparanise. Immediatamente ne vende
una parte alla “ 6C “di Cosentino al prezzo di costo 310 milioni di lire.
Nel gennaio 2001  Il consiglio comunale con tre soli no divide l’area Pip
in due parti e destina quella dei Cosentino agli insediamenti industriali.
Due mesi dopo la Ami ( azienda di Imola poi assorbita dalla Hera) siglia un contratto per comprare a un prezzo molto
più elevato le aree solo se le autorità permetteranno di realizzare la
centrale.
Nel 2002 la società presenta domanda ma cominciano le proteste.
Nel 2004 la Regione presieduta da Antonio Bassolino autorizza e il pacchetto di terreni e autorizzazioni
viene venduto alla Calenia energia formata da Egl ed Hera. Scr incassa 9,3
milioni più 1,2 per il diritto dei suoli più una partecipazione a una
società Hera comm mediterranea
: Giovanni Cosentino la rappresenta nel cda
e ha la stessa sede dell’Aversana Petroli fondata nel 1975. L’ Egl cede il 15 per cento dell’energia. In Hera comm con Giovanni Cosentino c’è Enrico Reccia  ex
socio in Europa 2001 di Salvatore della Corte condannato a 2 anni e 4 mesi
per la collaborazione con i Zagaria negli affari al nord. Giovanni Cosentino ha

sposato la sorella del boss Giovanni Russo. Nel 97 prefettura nega   la certificazione antimafia che concede  poi
Elena Stasi diventata deputato Pdl nel 2008.
La centrale di Sparanise è stata costuita dalla General Construction. I titolari sono  i fratelli Francesco e Immacolata Gallo

Da Sparanise a Salerno : La vicenda dei Gallo è interessante perché ci fa conoscere un mondo di società costituite nei paradisi fiscali e di un meccanismo di scatole cinesi per coprire operazioni “dubbie” e si muovono con le autorità locali per conto degli inglesi di International Power e di Ansaldo .
Ansaldo e gli inglesi di International Power slc hanno costituito società per
la realizzazioni di centrali in Italia. I Galllo vincono anche appalto per depuratore
di Barano e quello dei Regi Lagni che si aggiudicano dopo che il
precedente gestore molla per le eccessive richieste estorsive denunciate peraltro alla magistratura.
Nel 2003 la Gc e la Pakal Invest (società lussemburghese di cui è socio Antonio Bargone già sottosegretario nel primo Governo Prodi) formano la Project Invironment dicui Alfonso Gallo è amministratore unico. Nello stesso anno (4 giugno 2003) nasce  la Naxos società anonima di diritto lussemburghese che dopo 12 giorni da vita con il cognato di Gallo alla Energy plus con capitale sociale di 11 mila euro e viene nominata aministratore  Laura Bozza moglie di Alfonso Gallo. La Energy plus senza neanche un dipendente e con 11 mila euro di capitale sociale, presenta una domanda per l’ottenimento dell’autorizzazione unica alla costruzione della centrale di Salerno da 800 MW , sapendo che all’epoca che la politica energetica della Regione Campania indicava in 400 MW il limite di potenza erogabile. La Energy plus dimostra di sapere che di lì a poco la Regione avrebbe cambiato il limite di potenza portandolo da 400 a 800 MW e infatti con delibera del 25 marzo 2004 si approva la modifica. Contemporaneamente  EGL (a partire da ottobre 2003) acquista azioni fino a diventare nel 2004 proprietaria di Energyplus e Naxos, sborsando 8 milioni
di euro per comprare una società con un capitale sociale da 11 mila euro.
. Il 3 settembre enercy plus ottiene l’autorizzazione ministeriale per realizzarla a Salerno. L’ingegnere Mauro Galeone poi diventato amministratore unico della GC (E l’impresa non ha nemmeno un dipendente), riceve l’incarico di progettarla
centrale per 500 mila euro.  La società che produce gli studi di impatto
ambientale per la Energy plus, la Envisystem ha prodotto un studio per la
stessa centrale per conto della Ansaldo- General. Lo stesso cartello ha
presentato infatti progetto analogo  a quello della Energy.
La vicenda della costruzione della centrale di Salerno, così come le
attività sulla centrale di Sparanise, sembrerebbe rappresentativa di una
situazione in cui ogni business che ruota intorno a GC spa è solidamente
condiviso con Ansaldo Energia spa ed Egl, viceversa.

Secondo il relatore della giunta per le autorizzazioni Lello De Gioia che
difende De Luca
<l’ipotesi accusatoria contenuta in tutta la terza richiesta cautelare si
fonda sulla constatazione che l’idea della centrale energetica sarebbe
illecita perché fasulla. E lo sarebbe giacché la società ENERGY PLUS, dal
capitale assai ridotto, altro non sarebbe che una propaggine italiana di
una società lussemburghese (la Societé Anonime Naxos) e in Italia
opererebbe in collegamento con la General Construction spa di Napoli e la
ANSALDO di Genova.
Secondo l’accusa la scelta di localizzare nel comune di Salerno il sito
destinato alla realizzazione e all’esercizio della centrale termoelettrica
sarebbe il frutto di un’illecita concertazione dei vertici della General
Construction, interessata alla costruzione e alla manutenzione
dell’impianto, con esponenti politici e amministrativi locali.
Nell’ottobre 2004, dopo che la costruzione della centrale era stata
autorizzata, le azioni della ENERGY PLUS, vengono vendute a una società
svizzera (la EGL). Secondo l’accusa, il ricorso a tale sofisticato
meccanismo rivela l’interesse della EGL svizzera a non intervenire nella
fase propedeutica all’installazione della centrale, ma soltanto dopo il
rilascio dell’autorizzazione ministeriale e l’acquisizione dei suoli
interessati all’insediamento. Scopo della ENERGY PLUS srl era dunque
soltanto quello di svolgere nel territorio interessato un’illecita opera
di mediazione presso i politici volta a consentire alla EGL elvetica
l’acquisizione fraudolenta e in violazione delle regole della concorrenza
di una posizione dominante nella produzione e nella vendita dell’energia
elettrica.

E per non dimenticare come ha funzionato il sistema rifiuti in campania….

IL PARTITO DEI RIFIUTI

Negli anni dello scandalo dei rifiuti, mentre noi denunciavamo il disastro in cui sarebbe piombata la Regione Campania  e il business del patto scellerato tra camorra, imprese e politica, altri occupavano le poltrone dei CdA delle aziende  partecipate  di igiene urbana e dei consorzi dei rifiuti, gestendo montagne di denari pubblici e assunzioni clientelari.
La divisione avveniva secondo una ripartizione territoriale e nel “rispetto” delle maggioranze di centro destra o centro sinistra : a fare la parte del leone DS, MARGHERITA, FORZA ITALIA , AN ,UDEUR e ldv.

Ma dove si superano è proprio nella terra dei casalesi dove fanno un accordo per la gestione della movimentazione e i trasporti dei rifiuti in cui avviene una fusione perfetta tra i due schieramenti. Parliamo dell’IMPREGECO: il fiore del consociativismo.

Impregeco, un carrozzone pubblico, creato dal nulla, votato e capace di nulla..

“Le imprese fanno affari e la politica acquista consensi elettorali con la gestione delle tessere, con l’assunzione di personale, con l’affidamento di incarichi e consulenze.. Sulla partita dei posti che avviene un patto scellerato tra Cosentino e Landolfi che controllano Caserta ed esponenti del centrosinistra (Ds, Margherita e Udeur) che governano a Napoli e in Campania per la “spartizione” sistematica di tutti i consorzi. E successivamente con la realizzazione di un superconsorzio, Impregeco, che aveva il compito di gestire, in via esclusiva, il trasporto dei rifiuti e la gestione delle discariche”.

Presidente dell’Impregeco viene nominato l’ex sindaco Ds di Giugliano (terza città della Campania) e direttore viene nominato Giuseppe Valente, più volte arrestato, e uomo di Cosentino L’obiettivo dichiarato, non è come indicato quello di gestire il trasporto dei rifiuti e delle discariche, ma bensì: “Era ovvio per Valente consultare Cosentino prima di operare qualsiasi scelta strategica, prima fra tutte quella di entrare nel superconsorzio Impregeco che, insieme ad altri obiettivi, consentiva a Landolfi e Cosentino di incrementare il sistema delle assunzioni e dei conferimenti di consulenze a scopo clientelare”. Ma è lo stesso Giuseppe Valente a ‘cantare’ e spiegare chi erano i vertici politici che controllavano tutto.

“Il Consorzio faceva capo a due referenti politici, l’uno era Mario Landolfi, quale espressione del partito An, l’altro era Nicola Cosentino, quale espressione del partito FI.

Impregeco era un ente partecipato da tre consorzi, quello Ce 4, e da quelli napoletani, di area centro-sinistra, Na 1 e Na 3.

Un ente costituito per distribuire posti, ma anche per mantenere un ruolo di comando nella gestione delle discariche e degli impianti di tritovagliatura. In prospettiva costruire l’alternativa al gigante del nord e costruire in proprio gli inceneritori. Tutto a gestione della camorra imprenditrice.

Ma tramite gli uomini, collegati al crimine organizzato, era al contempo l’ingresso ufficiale della camorra nel business legale. In quel momento il presidente della regione Antonio Bassolino era anche commissario straordinario per l’emergenza rifiuti. Bassolino firma con Valente l’accordo nel 2002, una convenzione. Quando sarà interrogato sull’argomento Bassolino non saprà fornire ragioni  e dirà: “Pur prendendo visione del testo dei due documenti e leggendo il contenuto, non riesco a ricordarmi le ragioni per le quali si giunse a tale convenzione”. Firmava, ma non sapeva. Impregeco un ente di natura formale mette insieme le colpe del commissariato, le responsabilità della politica, le collusioni con l’imprenditoria criminale

Impregeco è la saldatura tra imprenditoria criminale, i partiti politici e il commissariato di governo. La prefettura di Napoli, con un documento ad hoc, traccia il profilo di questa azienda. L’imprenditoria criminale c’è, ci sono i fratelli Orsi. Impregeco, infatti, acquisisce una quota di Eco 4 ( degli Orsi), come risulta da una visura camerale effettuata nel 2004, comprando azioni dalla Flora Ambiente, quella gestita dalla figlia dei fratelli Orsi. Impregeco viene colpita da interdittiva antimafia nel dicembre 2007.

Altro componente del Cda è Michele Caiazzo, anche lui dei Ds. Entra in Impregeco nel 2004, presidente sempre Giuseppe Valente. Caiazzo è cugino di Michele Caiazzo, già sindaco di Pomigliano d’Arco, e consigliere regionale del Pd dal 2005 al 2010.

Valente, in quota Forza Italia, Gerlini e Caiazzo in quota Ds. Manca An. Niente paura c’è anche l’uomo di Mario Landolfi, Raffaele Chianese. Presso  la stessa Impregeco ha operato fino al gennaio 2008 quale presidente del Collegio Sindacale Raffaele Chianese. “ Chianese è stato  colpito  da ordinanza di custodia cautelare in carcere perché accusato di  associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato per illeciti finanziamenti per corsi professionali..  Insomma dai consorzi casertani il gotha di Forza Italia e Alleanza Nazionale, da quelli napoletani, il meglio dei Democratici di Sinistra.

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