A proposito di diritti: e le donne?

luglio 1, 2010 § Lascia un commento

Questa mattina mi sveglio e faccio un pò di rassegna e becco questo articolo del New York Times dove si parla di una interessante ricerca fatta in 20 Paesi sulla parità fra uomini e donne. Ebbene quello che hanno potuto rilevare gli esperti è in sintesi una mancanza di “onestà” negli stati “avanzati” dell’occidente a maggioranza bianca e benestante.

L’esempio più lampante è quello francese: il 99% ( ma mi piacerebbe sapere da chi è composto quell’uno mancante) degli uomini ha sostenuto che si bisogna battersi per avere uguali diritti e doveri. Ma gli stessi intervistati sullo stato attuale delle cose sostengono che in fondo non possono le donne lamentarsi (il 75%). Insomma come titola il Nyt “alti ideali, dura realtà”. Anche perchè messi poi alla prova con una serie di domande mirate queste percentuali variano parecchio. Una delle più interessanti riguarda quella sul lavoro in tempi difficili: ovvero ha più diritto un uomo di lavorare rispetto ad una donna in tempo di crisi? Ebbene di nuovo l’Europa che “conta” dice no, anche se con percentuali un pò più basse intorno all’80%. Ma Russi, polacchi e sudamericani non sono tanto d’accordo, in Argentina il 43% degli uomini intervistati ritiene che siano i maschi ad avere più diritto al lavoro, ma siamo sempre su di una minoranza. Mentre gli uomini nigeriani non si fanno tanti problemi e rispondono nel 77% dei casi, che si, sono i maschi ad avere più diritto al lavoro.

Certo, si risponderà, ma questi sono paesi arretrati è ovvio che qui da noi la parità c’è. Sicuri? Prendiamo casa nostra: più volte si è parlato dell’esistenza del “soffitto di cristallo” ovvero di una sostanziale differenza retributiva tra uomini e donne. Secondo una ricerca della Bocconi questa si aggirerebbe intorno al 25%, ovvero un quarto dello stipendio, perchè alle donne verrebbero assegnati incarichi peggiori o posti di lavoro meno qualificanti, oltre che caratterizzati dalla mancanza di carriera. La carriera, già, secondo la ricerca le donne manager in Italia sono il 13%, praticamente una su dieci, e questo sarebbe anche “un dato confortante, perchè superiore alla media di molti paesi europei! Non solo ma per quanto riguarda la parità “occupazionale” mentre negli Stati Uniti ormai il rapporto è quasi di uno a uno, in Italia si raggiungerà, forse, nel 2033. Nel 2009 infatti solo il 40% della forza lavoro era femminile, una percentuale comunque non bassa, e che quindi fa risaltare ancor di più quel 13% fra le donne manager.

Insomma è la sindrome del “club dei maschi”, come l’ha definita la Professoressa Herminia Ibarra che ha condotto la ricerca insieme al suo team, se “ci sei dentro non ti accorgi che fuori non hanno i tuoi stessi diritti”, inutile dire che se invece sei fuori te ne accorgi benissimo. Però va aggiunta, per correttezza, un’ultima cosa: se sul fronte della parità di stipendio e di carriera siamo ancora indietro, il nostro Presidente del Consiglio lavora infaticabilmente (mi dicono che si deve scrivere così) per la realizzazione della parità occupazionale femminile, come si è visto non da ultimo anche al G8: grazie Silvio!

Berlusconi assume personale femminile!

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