Regione Campania: la polpetta avvelenata

luglio 19, 2010 § Lascia un commento

Mi arriva un feed dal Nyt: Le agenzie di rating hanno abbassato la valutazione dell’Irlanda. Troppo alti i suoi debiti, il Paese sta scivolando sempre più nella recessione. Il suo sistema bancario non reagisce: insomma secondo Moody’s un disastro.

Il gustoso ma traditor boccone elettorale

Così mi è venuto da pensare: ma qual’è la valutazione che le agenzie danno della mia Regione? Ebbene Standard&Poor l’ha abbassata qualche mese fa ad A-, che non è alta ma nemmeno bassa, indicando che cresce “il fattore di rischio”. Detto così sembrerebbe, che la Campania è una Regione italiana che sta attraversando un brutto periodo, ma che in fondo ha anche le capacità per reagire e “rimettersi in sella”. Insomma uno potrebbe pensare peggio, visto che la Regione è sommersa letteralmente dai debiti, ha un altissimo tasso di disoccupazione giovanile, è piegata dalla criminalità organizzata ed ha una classe politica sulla quale non c’è bisogno di fare commenti.

Mi sono continuato a chiedere come sia possibile una tale valutazione quando le Asl non hanno nemmeno i soldi per pagare il loro personale, ma come rivela il Fatto quotidiano li hanno per pagare le consulenze. E poi mi è venuta in mente la trasmissione di Report sui derivati. E andando a riscorrere gli articoli di quel periodo ti accorgi che mai sconfitta fu più voluta da una parte politica. L’espressione più calzante è “polpetta avvelenata”. La Regione, e il Comune di Napoli, hanno infatti sottoscritto dei contratti per “valorizzare il debito“, ovvero per renderlo “cartolare”, titoli di carta commerciale, e venderlo alle banche che nel frattempo danno liquidità alle casse dei sottoscrittori. Ma non si tratta certo di un regalo anzi, come dimostrato dal “team” della Gabanelli la Regione incasserà 56 milioni di euro fino al 2014, ma da quel momento in poi dovrà restituirne 100. Stesso discorso per il Comune: incassa più di 70 milioni ma ne dovrà restituire 200 fino al 2035. E tutto questo sempre che non ci siano altre riformulazioni del debito, che servono “ad allungare” i tempi, per mancanza di soldi.

l'asso della politica da avvelenamento

Sospetto più che legittimo visto che qui una delle migliori “armi” di persuasione è generare una bella “crisi” da risolvere poi con misure di emergenza: la Asl non paga i dipendenti? Dobbiamo cartolarizzare i debiti ed affidarci alle banche. L’inceneritore di Acerra è fermo e voglio farne altri? Faccio riscoppiare l’emergenza rifiuti (come segnalato da me e da altri, da un pò di tempo). Così che tutti siano “costretti” ad ingoiare l’amara pillola perchè non ci sono alternative. E intanto i debiti si ingrossano e vanno a pesare sulle future generazioni. Non a caso all’epoca del servizio di Report si disse: chi prende la Regione dal 2014 o il Comune di Napoli dal 2011 rischia di mangiare la polpetta avvelenata”. Non bastavano i dossier al fango…

P.s. Aggiungo che il costo delle operazioni di “valorizzazione del debito” sono state di 28 milioni di euro e sono state stipulate, o meglio riformulate, con la Ubs di cui Gaetano Bassolino prontamente promosso a responsabile della gestione finanziamenti agli enti pubblici italiani. Ovviamente solo per meriti…

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