Afghanistan: cosa resta dopo 9 anni

ottobre 9, 2010 § Lascia un commento

Ancora una volta ci raggiunge una notizia drammatica: quattro militari italiani morti e uno gravemente ferito. Ora ci sarà spazio per il cordoglio, il dolore e l’amarezza. E qualcuno, si spera molti, si chiederanno ancora una volta che cosa ci stiamo a fare lì. Se non è arrivato il caso di fare i bagagli e tornare. Invece no, ci diranno che è necessario restare, ancora una volta, per loro, gli afgani, per la “democrazia”.

Mentre gli scontri si fanno sempre più accesi e la coalizione è in difficoltà perchè ormai non controlla più il Paese, gli afgani ci fanno sapere che delle elezioni democratiche non sanno proprio che farsene. Non perchè ritengono la democrazia qualcosa di estraneo, ma semplicemente perchè dalle parti di Kabul non si è proprio mai vista.

Lo hanno confermato anche le recenti elezioni: affluenza bassissima, seggi bombardati, minacce, violenze, e i brogli, i continui brogli che hanno portato ancora una volta in alto quel “campione” della democrazia di Karzai. Al Festival di Internazionale i giornalisti intervenuti sulla questione hanno sottolineato che il dato del 40% di affluenza è in realtà falsato, perchè questa volta il governo di Kabul ha semplicemente “tagliato” fuori alcune zone, non facendo aprire le urne, e che quindi il dato reale si attestava intorno al 25%.

Dunque 9 anni dopo la democrazia è un’utopia, la pacificazione è lontana e i talebani sono sempre lì, anzi sono più forti che mai come hanno rivelato i documenti pubblicati da Wikileaks che raccontano come il Pakistan aiuti gli integralisti attraverso i loro servizi di sicurezza, mentre con “l’altra mano” si mostri disponibile verso gli Stati Uniti.

E così mentre i soldati muoiono, per non parlare dei civili: 800 nei primi sei mesi dell’anno, questa guerra diventa un pantano terribile ancora più inestricabile dell’Iraq. Doppiogiochisti, pressioni internazionali, traffico di droga, controllo geopolitico (vedi alla voce oleodotti) dell’area: un puzzle insanguinato che forse non è più ricomponibile. E ora che cosa succederà? Quanto tempo ancora le truppe occidentali occuperanno il Paese? Funzioneranno le strategie Usa?

La Cnn parla di una situazione al bivio, ma forse il tempo delle scelte è finito.

Nota: se siete interessati ad approfondire l’argomento vi consiglio la completa e attenta analisi di Gianni Cipriani che “disseziona” il fallimento della campagna afgana

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