Rifiuti: Finanza creativa

ottobre 20, 2010 § Lascia un commento

Tutti stanno assistendo all’indegno spettacolo di Terzigno, che non è certo quello di chi legittimamente manifesta contro l’avvelenamento della propria terra, ma è rappresentato da uno Stato che decide deliberatamente di “uccidere” i propri cittadini.

Molti sanno che le discariche attuali stanno andando verso la saturazione e a meno che non parta la differenziata, per favore non ridete, o si tiri su un altro “mostro” come quello acerrano, leggasi Napoli Est, non resta altro che aprire altre discariche in barba a quanto ci raccomanda l’Unione Europea.

Quello che dice Bruxelles invece, dovrebbe essere seguito alla lettera dai nostri governanti, non fosse altro che per i 500 milioni di euro che dovrebbero venire proprio da lì e che potrebbero costituire la “base” su cui far ripartire il ciclo dei rifiuti.

Ma molti hanno il “legittimo sospetto” che invece i soldi potrebbero servire a finanziare da un lato l’inceneritore di Napoli est, e dall’altro ad “acquistare” quello di Acerra, che costa la bellezza di 320 milioni di euro.

Non solo, ma l’impianto dell’Impregilo è costato anche 50 milioni di euro in manutenzione finora. E considerato che hanno funzionato a singhiozzo solo 2 linee su 3, è facile prevedere che l’inceneritore uscirà presto di scena, non prima però di esserci complessivamente costato un mezzo miliardo di euro.

Vabbè, direte voi, giusto ma ricorda che paghiamo anche la Tarsu più alta d’Italia, ce l’hanno appena aumentata del 60%. Infatti quella della tassa sui rifiuti dovrebbe rappresentare una delle risorse principali. Peccato che sia illegittima, o meglio la Tarsu è una tassa che non dovrebbe più esistere. Infatti grazie ad una legislazione confusa, fatta di deroghe del Decreto Ronchi, proroghe, postille in finanziaria e decretazione d’urgenza ci ritroviamo nella seguente situazione: Il decreto Ronchi impose che la Tarsu doveva essere sostituita dalla Tia, tassa ambientale, che doveva finanziarie la pianificazione del ciclo dei rifiuti. Il passaggio doveva avvenire nel 2006. Ma in mancanza di decreti attuativi si è preferito prorogare la tarsu per altri tre anni, nel frattempo alcuni Comuni italiani incominciarono ugualmente ad introdurre la Tia. In ogni caso nelle diverse finanziarie si finì per precisare che la Tarsu non poteva sopravvivere alla data del 1 gennaio 2010.

Tranne che in Campania, perchè la situazione emergenziale permetteva una deroga. Giusto ma nel momento in cui è intervenuto il decreto che chiude l’emergenza, anche la disposizione sulla Tarsu viene meno. Dunque la tassa non dovrebbe esistere più. Non solo ma l’aumento del 60% è illegittimo, di nuovo, perchè “non motivato”, come prevede la legge. E ora partiranno migliaia di ricorsi che “bloccheranno” le casse, già vuote, degli Enti pubblici che dovevano finanziarie i servizi di raccolta e lavorazione dei rifiuti.

Domanda: e ora dove prenderanno i soldi? Fossi in voi chiederei al “genio” Tremonti, lui con la finanza creativa ci sa davvero fare.

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