Rifiuti: Terzigno e le webcam

ottobre 21, 2010 § Lascia un commento

Si potrebbe dire che siamo di fronte ad un curioso caso di specchi deformanti. L’emergenza rifiuti genera immagini discordanti, nelle quali si fa fatica, se non si è direttamente coinvolti, a riconoscere la realtà.

A leggere la stampa “mainstream” infatti, sembra che sia in corso una vera e propria guerra dove orde di manifestanti “inferociti” passano il tempo ad incendiare mezzi della nettezza urbana e a tirare molotov sulla polizia. Facinorosi che passano le loro giornate immersi in un clima di violenza nel quale vogliono trascinare forze dell’ordine e amministrazione dello Stato.

Ma a guardare un pò meglio si incomincia a capire che fra le righe i motivi per i quali questi “facinorosi” si ribellano sono ben evidenti. Solo oggi sono state scaricate 900 tonnellate di rifiuti e presto in un Parco Nazionale, quello del Vesuvio, sarà aperta una delle discariche più grandi del Paese.

Ma questo, direte voi, basta a giustificare una reazione tanto clamorosa? Non sarà eccessivo quello che sta accadendo a Terzigno? Io credo proprio di no. Basti pensare che la Campania, e la gestione commissariale, sono stati condannati dalla Ue per quel che riguarda il ciclo dei rifiuti. Gli europarlamentari si sono meravigliati dell’arroganza con la quale si è proceduto, ignorando qualunque raccomandazione: niente differenziata, niente impianti a norma, solo discariche e inceneritori che non funzionano.

Perchè il problema è ciò che accade “fuori” dal campo visivo dei media. Non si vedono, se non molto raramente e grazie a giornalisti indipendenti, le montagne di rifiuti e di ecoballe subito fuori Napoli, non si vedono i veleni che uccidono la nostra terra, e non si vede come funziona l’inceneritore.

Come mi ha segnalato l’amico e collega Alessandro Gigante, che sul suo blog ha scritto un post, le webcam che dovrebbero permettere ai cittadini di “sorvegliare” il gigante dei rifiuti, praticamente sono inutilizzabili e il sito governativo non viene aggiornato dal 31 dicembre 2009, data della chiusura ufficiale dell’emergenza.

Quindi per il Governo questa emergenza non esiste, non la vede, è invisibile. Ma gli abitanti di Terzigno invece, loro si, ci vedono benissimo.

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