Rifiuti: ma non c’è solo Terzigno

ottobre 24, 2010 § Lascia un commento

Scrivo questo post dopo aver passato una nottata con alcuni membri del Co.Re.Ri, il coordinamento che si occupa della questione rifiuti in Campania, dopo lunghe ore di conversazione con persone dalla grandissima passione “civile” che combattono ogni giorno per uscire dal “pantano” nel quale cattiva politica e interessi di grandi aziende, e tra queste cito l’Impregilo come la “premiata ditta camorra”, che mi ha fatto venire in mente questa riflessione.

In questi giorni gli occhi di tutta Italia sono puntati su Terzigno, se ne parla come se fosse un caso “eccezionale”, un intreccio “oscuro” che ha prodotto qualcosa di “mostruoso” e incomprensibile. Ma non è affatto così. Dice bene Nicola Capone nel bel servizio di Giovanni de Faveri, quando parla di una lotta per ristabilire lo Stato di diritto contro chi vuole una “emergenza permanente”, contro chi intende fare di una situazione illegale ed anomala, la normalità.

Quello che vorrei aggiungere, ma su questo argomento tornerò, spero anche con il contributo dell’amico e collega Alessandro Gigante, che se Terzigno è il “laboratorio politico” nel quale si sta sperimentando un nuovo modo di intendere il governo della cosa pubblica, un metodo chiaramente antidemocratico, a partire dalla questione rifiuti, la cosa non riguarda certo solo gli abitanti del vesuviano, o quelli della Campania.

Il Paese intero è “attraversato” dal problema dei rifiuti pericolosi e tossici, dalla mancanza di un ciclo dei rifiuti efficiente, e da quello delle bonifiche ambientali che non si fanno.

Basti pensare alla situazione della Lombardia, e cito su tutti il caso di Giuseppe Grossi, il “re delle bonifiche”, e al caso di Pioltello, citato anche nella prima puntata di Report, anche lì ci troviamo di fronte a siti fortemente inquinati e che andavano bonificati, ma sono ancora lì, con tutto il loro carico di “tossicità”.

Oppure al caso veneto, da me in parte raccontato, di San Pietro di Rosà, le famose “margherite deformi“, o del piazzale della Nuova Esa a Marcon, vicino Venezia, dove si trovano ancora migliaia di tonnellate di rifiuti tossici, abbandonate lì in parte e in parte “disseminate” proprio in Campania.

O ancora all’inchiesta che vede coinvolta una delle aziende del gruppo Marcegaglia: anche lì si parla di un “business” dei rifiuti tossici.

Scrivo questo, e tanto, tantissimo ancora si potrebbe scrivere e si scriverà, per far capire a chi ritiene che il caso Terzigno sia figlio di una situazione “eccezionale” che invece questa è la normalità. In Campania ha preso una piega “sensazionalistica” anche per motivi politici, basti pensare ai soldi stanziati per la gestione commissariale, e aziendali, vedasi alla voce “inceneritore di Acerra”, ma non significa che questo non sia un problema italiano.

Certo è facile parlare alla “pancia”, come fa Bossi quando invita all’uso della forza o il Governatore veneto Zaia quando afferma che i rifiuti campani “no pasaran”, ma così si finisce per perdere di vista la complessità e sopratutto l’ampiezza della questione. Perchè Terzigno si trova in Italia e non in qualche lontano Paese dell’Asia.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Che cos'è?

Stai leggendo Rifiuti: ma non c’è solo Terzigno su Devilpress's Blog.

Meta

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: