Rifiuti: Il gioco degli specchi

dicembre 4, 2010 § Lascia un commento

Articolo apparso anche su Il Punto Magazine

Accuse, promesse, lotte tra centri di potere e tanti soldi da assegnare. Mescolate tutto e aggiungeteci montagne di rifiuti e avrete la fotografia di quello che sta accadendo in Campania.

Gli ispettori dell’Unione europea sono stati netti: “In due anni non è cambiato nulla”, ma in un certo senso sono stati clementi. L’emergenza rifiuti va avanti dal 1994 e fino ad oggi non si è stati in grado di trovare una vera soluzione.

Saviano a “Vieni via con me” ha raccontato di come le organizzazioni criminali abbiano trasformato la “munnezza” in oro, sversando nelle discariche, legali e illegali, campane per anni. Ma questa è solo una “faccia della medaglia”, perchè successivamente è arrivato lo Stato, con i commissariamenti, i fondi straordinari e i “piani” che hanno finito per complicare e aggravare l’emergenza.

Nel 1998 infatti un’ordinanza dell’allora Ministro dell’Interno Giorgio Napolitano prevedeva che in Campania si sarebbe dovuti arrivare al 35% della raccolta differenziata in due anni, per poi arrivare al 50%, e che si sarebbero dovuti costruire dei termovalorizzatori per il residuo.

Ma è proprio il primo anello di un corretto “ciclo dei rifiuti” che è venuto a mancare. La differenziata non è mai partita seriamente e quindi si è “scaricato” il peso dell’emergenza solo sull’apertura di nuove discariche e sugli inceneritori.

Impianti che a distanza di anni restano sulla carta, se si eccettua quello di Acerra che non funziona correttamente e che dovrebbe bruciare ecoballe non a norma, mentre ora si discute sulla competenza a costruirne di nuovi.

Il Governo ha approvato in fretta e furia un decreto da 150 milioni di euro, ma il Sindaco di Salerno De Luca dice che la partita si gioca su un tavolo da un miliardo di euro, per arginare la crisi. Interessi forti quindi che hanno suscitato molti appetiti, come dimostra la “guerra” scoppiata tra la Carfagna e Caldoro da un lato e Cosentino e i suoi dall’altro.

Perchè gli inceneritori fanno guadagnare tanto, producono energia elettrica finanziata anche dai contributi Cip6, mentre la differenziata no. Perchè nuove discariche fanno comodo alla politica che così ci mette una “pezza” e ai clan che spesso sono proprietari di quei terreni, mentre riciclare ridurrebbe drasticamente la quantità di rifiuti.

Ma l’emergenza significa una “pioggia” di soldi, e poco importa se a rimetterci sono tutti i cittadini campani: in questo gioco degli specchi, la verità viene sepolta da una montagna di “munnezza”.

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