Rifiuti: “Zero waste”, Capannori come San Francisco

dicembre 29, 2010 § Lascia un commento

C’era una volta una cittadina dove i rifiuti non erano più un problema, anzi non c’erano proprio più, i rifiuti. Sembra una favola e invece è realtà. Parliamo del Comune di Capannori, in provincia di Lucca: 45mila abitanti e un progetto ambizioso.

Il nome di questo progetto è indicativo “Rifiuti zero” entro il 2020, e ci stanno riuscendo tra le colline toscane, tanto che già oggi la differenziata è all’82% e il porta a porta, una solida realtà.

Tutto comincia molti anni fa, nel 1997 per la precisione, quando l’allora Presidente della Regione, Vannino Chiti, decide che a Capannori va fatto l’inceneritore. Ma la cittadinanza non ci sta, nasce “Ambiente e futuro”, una lista civica che alla fine entra in Comune appoggiando Andrea Tagliasacchi e il progetto viene stralciato.

La lotta contro l’inceneritore crea una forte sensibilità verso il tema dei rifiuti nella popolazione di Capannori e dintorni e così si fa strada l’idea di arrivare ad un ciclo ad “impatto zero” con meno rifiuti prodotti e differenziata come obiettivo possibile.

Oggi i cittadini hanno a disposizione la loro “compostiera domestica” dove trasformano l’organico in fertilizzante. Poi c’è la raccolta porta a porta che permette di separare e smistare i rifiuti.

Ma non basta: contemporaneamente sono stati avviati 11 progetti per la “diminuzione” degli imballaggi e dei rifiuti prodotti. Si va dai punti vendita di “latte alla spina” o dei “detersivi ecologici”, fino alla messa al bando dell’acqua in bottiglia dalle mense scolastiche e l’utilizzo di piatti in coccio invece che in plastica. Il Comune ha anche fatto uno studio “merceologico” sulle categorie di prodotti e di rifiuti che da questi provengono. In base ai risultati “modula” la sua azione sul campo per arrivare ad una concreta riduzione.

Riduzione che c’è già stata: fra il 2004 e il 2007 in controtendenza con il resto degli abitanti della Regione, i capannoresi hanno prodotto il 5,5% in meno di rifiuti.

Altro che “Paese delle favole”, quella di Capannori è ormai una solida realtà.

(questo articolo è apparso anche su ilpuntomagazine)

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