Rifiuti: la munnezza dei servizi segreti

gennaio 31, 2011 § Lascia un commento

Sembra il copione di un film di spionaggio di serie b. A leggere quanto sta emergendo dalle inchieste sulla gestione dei rifiuti partenopei, si ripiomba in un clima di “complottismo”, servizi segreti, logge massoniche e criminali, che pensavamo facessero parte dei torbidi anni 70.

E invece non dovevamo stupirci, a rileggersi le cronache degli ultimi vent’anni, emergono nomi e cognomi, vicende legate al traffico dei rifiuti tossici che hanno visto il coinvolgimento dei clan camorristici e della ndrangheta, ma poi ecco spuntare il “Signor Pino” o il “Signor Franco” di turno. Barbe finte che certificano quanto meno l’interesse dei servizi per un settore come quello dei rifiuti.

Certo a leggersi l’articolo della Capacchione, si resta di sasso: una super “nomenklatura” che ha gestito, vedi alla voce Protezione Civile Spa, emergenze, disastri e munnezza. Un impianto che ha finito per scavalcare e imporsi persino a quella criminalità organizzata che aveva capito prima di tutti, ma adesso non ne siamo più così sicuri, che “la munnezza è oro”.

A metà degli anni 90, le navi piene di rifiuti tossici affondano davanti alle coste calabresi. Lo racconta, dieci anni dopo, il pentito Francesco Fonti, ritenuto attendibile dalla magistratura, il quale dice quasi con noncuranza che lui si trovava spesso a Roma e che un bel pò di soldi glieli forniva un tale “signor Pino” dei servizi segreti.

Dopo la morte di Ilaria Alpi, guarda caso: l’inchiesta è stata di nuovo riaperta, che si era messa sulle tracce maleodoranti di navi dirette in Somalia e cariche di veleni, la palla passa alla ndrangheta che trova una soluzione eccellente: le scorie le facciamo affondare nel Mediterraneo, davanti casa.

Soluzione che la super nomenklatura, dove ovviamente ci sono pezzi di P2 e il centro è sempre Bertolaso, ha poi preso in prestito, forse su suggerimento dei soliti servizi segreti, buttando il percolato a mare.

Ecco forse è arrivato il momento di riscrivere la storia della disastrosa gestione dei rifiuti in Campania e in Italia: una storia che parte da lontano e che coinvolge pezzi dello Stato, massoni, logge, personaggi inquietanti, clan criminali e armatori senza scrupoli. Purtroppo questo non è un film.

Rifiuti: l’Abruzzo tra terremoti e munnezza

gennaio 28, 2011 § Lascia un commento

La volta scorsa abbiamo parlato della Basilicata, “una Regione dove non succede mai nulla”, ecco questa definizione potrebbe andare bene anche per l’Abruzzo. Luogo tormentato dal terremoto di quasi due anni fa, ma anche territorio vittima della “fame” dei vicini clan campani.

Infatti diverse inchieste, una su tutte “Ebano”, condotte dalle forze dell’ordine avevano già evidenziato come alla fine degli anni 90 la camorra utilizzasse il vasto e poco abitato territorio abruzzese per andare a sversare quei rifiuti pericolosi o tossici che in Campania non trovavano più spazio. Inoltre Roberto Saviano, che per questo è stato fatto cittadino onorario dell’Aquila, ha ricordato “il metodo” utilizzato dai clan: prelevare materiale dalle cave in Campania, mescolarlo alla sabbia e portarlo in Abruzzo, dove tra un appalto e un altro, veniva anche interrata la “munnezza”.

Come ci ricorda un’altra grande giornalista “anti camorra”, Rosaria Capacchione: “La grande discarica virtuale, sconfinato cimitero di veleni, ha la forma di un quadrilatero regolare stretto e lungo, compreso tra la statale Bifernina e la Trignina e le province di Isernia e Campobasso. Ha la sua appendice a sud-ovest, tra Vairano Patenora e l’area industriale di Venafro, lì dove insistono gli stabilimenti dismessi della Fonderghisa. Confina con lo sversatoio di Montagano e il depuratore di Termoli, con le periferie di Frosolone e Trivento, con i boschi attraversati da contrade disabitate. È in quel rettangolo che finiscono i rifiuti tossici, soprattutto scorie industriali e percolato, dirottati in Molise dalle fabbriche della Lombardia e dai siti di stoccaggio del Consorzio unico Napoli-Caserta lungo un tracciato scarsamente battuto dalle forze dell’ordine.”

Il risultato di 20 anni di malaffare silenzioso e puzzolente? L’Abruzzo è al collasso: l’anno scorso, ne avevamo parlato anche nella prima puntata di questa rubrica, è scoppiata “rifiutopoli”, che ha evidenziato inefficienze, clientelismi e gravi irregolarità. A gennaio, invece, è stata chiusa una delle più importati discariche regionali. I cittadini abruzzesi rischiano di dover pagare oltre che le conseguenze del terremoto anche quelle della munnezza, e la camorra ringrazia.

Politica: E’ vero, ai giovani manca l’umiltà!

gennaio 25, 2011 § Lascia un commento

Ecco una giovane che dovrebbe imparare un pò d'umiltà!

Conferenza congiunta del nuovo trio delle meraviglie: i ministri Sacconi, Gelmini e Meloni, rispettivamente l’uomo delle case farmaceutiche (la moglie è presidente di Farmindustria), quella che è diventata, con molto merito e fatica, avvocato nell’esamificio di Catanzaro e la simpatica giovane Giorgia che “ha un sereno rapporto con il fascismo”.

Ebbbene queste tre personalità da manuale di psicologia hanno lanciato addirittura il “piano di azione per l’occupabilità giovanile” (testuale, ed è evidente l’influenza della Meloni…). Una cosa positiva direte voi, questo si deve ancora capire, quello che si è capito invece benissimo è la considerazione che questi signori hanno per i giovani italiani che “soffrono di inattitudine all’umiltà”. Insomma degli sfaticati che invece di mettersi a zappare la terra, magari vorrebbero fare i parlamentari o guadagnare un sacco di soldi con il minimo sforzo.

Hanno ragione.

Pensiamo solo a due casi recenti: la consigliera regionale del Pdl Nicole Minetti ad esempio, è passata dal fare l’igientista dentale, con uno stipendio dignitoso ma nulla più, a ricoprire la carica di rappresentante del popolo lombardo, e tutto questo a soli 26 anni! Chissà magari ora si metterà in testa che può diventare anche Presidente del Consiglio, o quantomeno tenutaria di un bel residence popolato da allegre donnine, prima dei 40! Umiltà, signorina, umiltà!

Oppure pensiamo alla appena diciottenne Ruby Rubacuori: addirittura voleva guadagnare 5 milioni di euro! E per cosa poi? Si, bella è bella, ok magari sai ballare davvero bene, però se guardi le tariffe delle Erotikkaufhauses tedesche, ti accorgi che lì si che si lavora! Umiltà giovane fanciulla, umiltà!

Ma il problema non è di certo solo femminile, come potrebbe pensare qualcuno, pensiamo all’enfant prodige della politica campana Ernesto Sica, Sindaco di Pontecagnano appena trentenne, poi Assessore Regionale a 39. Peccato che si fosse fatto coinvolgere da quei “quattro pensionati sfigati” della P3, e tutto per scalare il potere senza passare dal via. Umiltà giovanotto, umiltà e olio di gomito!

Hanno proprio ragione, e pensare che il Presidente del Consiglio stesso tanto si prodiga per i giovani, e quelli come lo ripagano? Con manifestazioni e proteste! Umiltà teppaglia, umiltà!

Rifiuti: In Basilicata “non succede mai niente”

gennaio 23, 2011 § Lascia un commento

“Il mito della Lucania felix, se mai avesse avuto fondamento, è finito. Non regge più, nemmeno come espediente mediatico”. Così si legge nel 2007 sul Corriere della Sera. A scrivere queste parole è un giornalista, Carlo Vulpio, che racconterà degli scandali del meridione in un libro, “Roba Nostra”, e la Basilicata vi rientra a pieno titolo.

E questo si capisce anche dalle inchieste, prima di tutte la famosa Cassiopea che indagava sullo smaltimento di rifiuti tossici dal nord al sud, e poi anche da altre piste “interne”, come il processo a carico di 19 imputati che, tra il 1995 e il 1998,  aveva evidenziato come 35mila tonnellate di rifiuti ferrosi altamente inquinanti, destinati ad un impianto in Sardegna, e provenienti da Crotone, fossero “scomparsi” durante il loro viaggio in Basilicata. In realtà sono stati seppelliti in alcuni terreni di Cassano Jonio.

Ancora, una recente inchiesta giornalistica, “Rifiuti connection in Basilicata”, ha sottolineato come la Basilicata sia diventata una pattumiera di rifiuti tossici ed industriali. Uno dei casi citati è quello della discarica di Pisticci. Impianto oggetto di indagini da parte dei carabinieri del Noe di Potenza, che vi scoprirono all’interno rifiuti tossici provenienti da Avellino. La tecnica era la solita, ben collaudata, del “giro bolla”. Si facevano partire i rifiuti pericolosi con il codice “Cer”, che li identifica, e lo si cambiava all’arrivo, facendoli risultare inerti.

La cosa sconcertante è che adesso un provvedimento regionale indica proprio quella discarica come luogo di nuovi conferimenti. E anche questo è un film già visto: in Basilicata infatti, le strutture atte a ricevere rifiuti sono al collasso e in mancanza di una raccolta differenziata e di impianti di incenerimento, la Regione continua a fare il “gioco delle tre carte”, spostando i rifiuti da una discarica all’altra.

Un dossier dei radicali lucani svela come in Basilicata, e in particolare nelle zone come quella di Pisticci, ci sia un’incidenza dei casi di tumore altissima. Eppure proprio gli autori della denuncia sono stati indagati “per procurato allarme”. Forse non lo sapevano che nella tranquilla Basilicata non succede mai nulla?

Rifiuti: No la differenziata no

gennaio 21, 2011 § Lascia un commento

Articolo apparso oggi su Eco dalle città:

Il 20 gennaio 2011 la Camera dei Deputati ha approvato definitivamente il decreto sui rifiuti varato dal governo a novembre per far fronte alla nuova emergenza per l’immondizia in Campania.

Il decreto, già modificato al Senato, impone ai Comuni di raggiungere subito, in tre mesi, una soglia “minima” di differenziata. In caso di violazione il Presidente della Regione potrà nominare dei “commissari straordinari”. A proposito dei poteri conferiti al Presidente Caldoro, meritano attenzione le disposizioni che consentono al Governatore di approvare dei piani per la realizzazione di impianti, sopratutto per l’incenerimento, con una procedura facilitata. Ovvero viene “scavalcata” la Valutazione di impatto ambientale a favore di uno studio meno approfondito. Disposizione che non mancherà di sollevare polemiche in una Regione piena di discariche “non a norma” che hanno causato elevati livelli di inquinamento dei terreni circostanti e delle falde acquifere (oltre ad una media dei casi di tumore accertati più alta di quella nazionale).

Proprio sui siti dove si dovranno realizzare le nuove discariche, visto che la differenziata ha “obiettivi” lontani e gli impianti di incenerimento mancano, le modifiche al decreto introducono un’altra novità di rilievo. Potranno, infatti, essere utilizzate cave dismesse, sopratutto se di proprietà dello Stato, che verranno “approntate” per ricevere rifiuti. La norma va in senso contrario a quanto l’Unione europea ha finora raccomandato all’Italia: al primo posto la differenziata, poi eventuali impianti di incenerimento e solo per il “residuale” le discariche. Che invece sono nell’immediato, e poi si dovrà capire quanto questo “immediato” durerà, la soluzione preferita.

Bisogna però ricordare, come evidenziato anche dalle carte della commissione parlamentare sui rifiuti, che nei territori campani, spesso le cave dismesse sono state utilizzate in passato dalle organizzazioni criminali per sversarvi illecitamente rifiuti tossici o comunque pericolosi. Molte di quelle cave sono state poi chiuse da indagini delle forze dell’ordine, ma molte altre, non registrate, restano “aperte”.

Infine viene affidata alla Province la gestione “integrata” del ciclo dei rifiuti. Ma sarà il Presidente della Regione a dover eventualmente emanare decreti per la regolazione del “flusso” dei conferimenti di rifiuti fra le diverse Province, intervenendo così nella gestione.

Politica: Qui c’è tanta roba!

gennaio 19, 2011 § Lascia un commento

Indovina, indovinello: La buvette di Montecitorio? O il bar fuori Palazzo Grazioli?

Ebbene si. Ho deciso di unirmi anche io agli “spalatori di fango”. Link al sito di Affari italiani con tutto il fascicolo di Milano su Berlusconi. Integrale.

Non c’era bisogno dite? Oh ma non lo faccio per dovere di cronaca, hanno già supplito in tanti, ma per entusiasmo. Sono rimasto, infatti, così colpito da quello che si legge in queste intercettazioni, che non mi trattengo: le pubblico anche io.

Un giorno gli storici ci ringrazieranno e disegneranno un’epopea di questi tempi che in confronto la Roma di Nerone era una città di puri e casti!

Siamo o non siamo in Mignottocrazia? E allora vai di sputtanamento!

Io ho scelto questa perla:

Emilio Fede: Per scambiare delle parole che non fossero delle stronzate, capisci?

Nicole Minetti: Certo! Certo, certo

Emilio Fede: Certo che c’era della gente però francamente Meo… .

Nicole Minetti: Allucinante!! Veramente fuori da ogni logica terrena., (le voci si sovrappongono)

Emilio Fede: Quella lì poi., la rissa sulla casa che gli ha fa…

Nicole Minetti: Ma dimmi un pò ‘ come è che è andata lì la cosa? Perchè io un altro pò ‘ e mi stavo per incazzare io, perché cioè a un certo punto io… (le voci si sovrappongono)

Emilio Fede Quale la… la gemellina?

Nicole Minetti: Con tutta la pazienza sulla faccia della… si

Emilio Fede: La gemellina gli fa: “senti mi devi fare un favore guarda io sono stanca, perché mi portano sempre, non è la prima volta, io non so perché mi fanno questa guerra, io avevo scelto un appartamento, adesso me lo tolgono perché lo danno a Maristella, mentre invece io devo andare in uno più piccolo”… pensa questi che fanno la fa.. facevano la fame…

Nicole Minetti: Ma ti rendi conto?

Emilio Fede: la fame!!

Nicole Minetti: Si, si da Napoli, certo!

Emilio Fede: Pompini a 300 Euro, pompini a 300 Euro.. (le voci si sovrappongono)

Nicole Minetti: Si si, bravo esatto… Emilio Fede:.. Anche meno!!

Nicole Minetti: Esatto! Dovrebbero ringraziare dove, dove passa

Emilio Fede: Tutt’ e due facevano notte con qualcuno per 300 Euro! (prende fiato) Bene adesso, adesso c’hanno la, la, il centro benessere, il centro estetico eccetera e allora dice: “sai, se me lo portano via”, e lui ha detto: “beh, va beh che”., “no! ma no! perché guarda è un affronto che mi fanno”, e lui ha detto “eh… e, va bé, guarda” dico “va beh adesso vediamo, casomai”… “no! Perchè non c’è più niente!”, “Beh a Milano due magari c’è”., allora… (le voci si sovrappongono)

Nicole Minetti: Si!

Emilio Fede:… dice “Emilio per favore, occupatene tu”, tanto per calmarla

Nicole Minetti: Si!

Emilio Fede: Ma una scena indecorosa!! Devo dire, anche se  è vostra amica, che Marysthelle sta approfittando in tutte le maniere

Nicole Minetti: Si lo so, purtroppo lo so Emilio, lo so Emilio Fede: Aah, Madonna mia!

Nicole Minetti: Ti devo… Purtroppo ti devo dar ragione su questo punto di vista, mi dispiace perché io le voglio tanto bene,  è una mìa cara amica, però., (la voci si sovrappongono)

Emilio Fede: ma cosa vuol dire… ma sarà cara amica

Nicole Minetti: Guarda Emilio Fede: Ma io guarda, mh!

Nicole Minetti: Devo essere sincera hai ragione, infatti io mi sono trovata in una situazione un po’ così, (prende fiato) perché effettivamente… Effettivamente a dirla proprio tutta, la casa l’ha vista la gemella Emilio Fede: Si, si…..

Grande Fratello: Ho un dubbio esistenziale

gennaio 18, 2011 § 2 commenti

le magie della televisione nostrana!

Di solito questo blog tratta di argomenti seri. Quindi ho avuto qualche remora a scrivere questo post. Poi ho pensato alla politica italiana e mi sono sentito più “leggero”. Questo post è dedicato al mio coinquilino, amico e compagno di “visioni notturne”, gabriele.

Ieri notte siamo “incappati” in Mai dire grande Fratello: mi sembrava di assistere ad uno spettacolo grottesco. Una galleria di freaks piuttosto divertente a suo modo. Fra chi non riesce a coniugare il verbo essere e chi si esibisce in strane “smorfie” facciali degne di una caricatura umana. Il tutto miscelato nella solita brodaglia di parolacce, urla, pettegolezzi, tette, muscoli e noia.

Sono rimasto colpito in particolare da un personaggio che ha abbandonato la casa: tale Giuliano Cimetti, di professione gigolò. Ebbene dopo aver assistito alle sue “performance”, mi sono alzato di botto dal letto, ho guardato Gabriele e ho chiesto con un filo di voce: “ma tutto questo è assurdo, non esiste gente così nella realtà, mica gli italiani sono così. O no?”

Silenzio.

Ho un dubbio esistenziale.

Dove sono?

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