Politica: l’odio immaginato

gennaio 10, 2011 § Lascia un commento

Strage di Tucson. L’America, come si dice in questi casi, è sotto shock. Il colpevole è un pazzo, due volte ricoverato per disturbi mentali, che ha creduto di fare chissà che cosa. Il Presidente Obama e i democratici si sono riuniti per commemorare i morti e pregare che la deputata democratica Gabrielle Giffords, ferita gravemente, riesca a sopravvivere.

Ma non è di questo che voglio scrivere, oggi mentre scorrevo i vari articoli mi è venuto in mente che se i democratici, o la sinistra Usa, usassero toni e argomentazioni dei loro avversari dovrebbero accusare il Tea Party e Sarah Palin di essere i mandanti morali di questa strage. Non lo faranno certo, ma se invece fosse stato il contrario? Se un immigrato messicano irregolare avesse tentato di uccidere il deputato repubblicano, cosa sarebbe accaduto?

La risposta è prevedibile: si sarebbero scatenati con una ferocia tale da sfiorare, forse, l’apologia di reato. Avremmo letto editoriali ed interventi pieni di odio, razzismo, xenofobia e “soluzioni finali”. Si sarebbe rimarcato il carattere “delinquenziale” di certi individui e la follia di chi politicamente li tratta, o vorrebbe trattarli, come cittadini normali.

Invece? Niente, solo qualche smentita imbarazzata da parte del Tea Party, e qualche editoriale al vetriolo come quello di Paul Krugman che ci ricorda come se semini vento prima o poi raccogli tempesta. Giusto o sbagliato impostare così il discorso?

Certo è una forzatura dire che esiste un legame diretto tra le parole d’odio pronunciate dai rappresentanti di certa destra e il gesto di un pazzo squilibrato. Ma nessuno ha negato che a Tucson si respira un’aria pesante da quando lo scontro politico si è “acceso”. Nessuno nega che le argomentazioni della destra americana sono pesanti e spesso razziste, che spingono al “settarismo”, alla contrapposizione netta, al muro contro muro.

Eppure forse sarebbe il caso che le forze democratiche di quel Paese, ma il discorso vale anche qui, cominciassero a ripensare alle proprie posizioni. E’ possibile, infatti, tollerare ciò che è intollerante? Perchè io dovrei permettere a un Borghezio di istigare le persone all’odio razziale? Secondo voi se qualcuno pronunciasse un discorso a favore della mafia non verrebbe immediatamente condannato? E allora se qualcuno pronuncia un discorso a favore dei razzisti e dei violenti non dovrebbe subire la stessa sorte?

Io penso di si, ed è per questo che non ho timore di dire che si, anche secondo me, la retorica violenta e xenofoba di certa ultradestra americana si può considerare la mandante morale di questa strage.

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