Rifiuti: No la differenziata no

gennaio 21, 2011 § Lascia un commento

Articolo apparso oggi su Eco dalle città:

Il 20 gennaio 2011 la Camera dei Deputati ha approvato definitivamente il decreto sui rifiuti varato dal governo a novembre per far fronte alla nuova emergenza per l’immondizia in Campania.

Il decreto, già modificato al Senato, impone ai Comuni di raggiungere subito, in tre mesi, una soglia “minima” di differenziata. In caso di violazione il Presidente della Regione potrà nominare dei “commissari straordinari”. A proposito dei poteri conferiti al Presidente Caldoro, meritano attenzione le disposizioni che consentono al Governatore di approvare dei piani per la realizzazione di impianti, sopratutto per l’incenerimento, con una procedura facilitata. Ovvero viene “scavalcata” la Valutazione di impatto ambientale a favore di uno studio meno approfondito. Disposizione che non mancherà di sollevare polemiche in una Regione piena di discariche “non a norma” che hanno causato elevati livelli di inquinamento dei terreni circostanti e delle falde acquifere (oltre ad una media dei casi di tumore accertati più alta di quella nazionale).

Proprio sui siti dove si dovranno realizzare le nuove discariche, visto che la differenziata ha “obiettivi” lontani e gli impianti di incenerimento mancano, le modifiche al decreto introducono un’altra novità di rilievo. Potranno, infatti, essere utilizzate cave dismesse, sopratutto se di proprietà dello Stato, che verranno “approntate” per ricevere rifiuti. La norma va in senso contrario a quanto l’Unione europea ha finora raccomandato all’Italia: al primo posto la differenziata, poi eventuali impianti di incenerimento e solo per il “residuale” le discariche. Che invece sono nell’immediato, e poi si dovrà capire quanto questo “immediato” durerà, la soluzione preferita.

Bisogna però ricordare, come evidenziato anche dalle carte della commissione parlamentare sui rifiuti, che nei territori campani, spesso le cave dismesse sono state utilizzate in passato dalle organizzazioni criminali per sversarvi illecitamente rifiuti tossici o comunque pericolosi. Molte di quelle cave sono state poi chiuse da indagini delle forze dell’ordine, ma molte altre, non registrate, restano “aperte”.

Infine viene affidata alla Province la gestione “integrata” del ciclo dei rifiuti. Ma sarà il Presidente della Regione a dover eventualmente emanare decreti per la regolazione del “flusso” dei conferimenti di rifiuti fra le diverse Province, intervenendo così nella gestione.

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