Napoli: Al voto! Al voto?

febbraio 22, 2011 § 1 Commento

Quando scrivo queste righe è il 22 febbraio. Mancano circa 80 giorni alle elezioni comunali che vedranno un nuovo sindaco sulla poltrona di Palazzo San Giacomo. Mi è capitato di rivedere, un articolo che avevo scritto un mese e mezzo fa. In quel pezzo sostenevo che la città si mostrava molto poco interessata al “cicalio” della classe politica partenopea che era alla disperata ricerca di un candidato.

Da allora sono cambiate diverse cose. Mentre mancano ancora dei candidati “ufficiali”, se si esclude l’intramontabile peones Clemente Mastella, alle elezioni che si fanno sempre più vicine. Facile immaginare a questo punto una campagna elettorale, breve, convulsa e poco entusiasmante, se si eccettuano le “quotazioni” al mercato dei voti.

Eppure, viene da pensare, in questo mese e mezzo ci sono state le primarie del Pd. Un pasticcio colossale che non solo ha screditato, come se ce ne fosse bisogno, ulteriormente il “vecchio” centro sinistra partenopeo. Ma che non ha nemmeno prodotto un risultato: grande è la confusione sotto il cielo dei “democratici” e mentre De Magistris tenta di scuotere l’ambiente, “minacciando” di candidarsi, ma sembra il pierino della fiaba: grida, grida, ma nessuno gli crede. Dunque nel Pd è il caos, gli alleati di centro sinistra potrebbero ma non vogliono, e via così.

Certo è anche vero che a nessuno piace gareggiare partendo con un giro e passa di svantaggio. Quindi viene da pensare che nel campo del centro destra sia tutto definito. Dopo le primarie del Pd, dovrebbe essere una passeggiata. Dovrebbe, appunto, ma evidentemente non lo è. Periodicamente Mara Carfagna, il ministro per le pari opportunità, viene chiamato in causa. Ma anche lei ci tiene assolutamente a precisare che non concorrerà per la poltrona.

I nomi del centro destra, che intanto lavora a “smantellare” gli avamposti culturali e sociali della precedente “gestione”, sembrano tanti “specchietti” per le allodole: con l’eterno Martusciello, l’altrettanto eterno Taglialatela (due che aspettano da una vita, l’occasione della vita) e l’ex commissario dell’agcom Calabrò, il classico “nome forte”.

Ora ci si mette anche il terzo polo, ma anche lì è tutto un distinguo. Insomma pare quasi che la poltrona di Sindaco della terza città d’Italia faccia un pò schifo a tutti, vedasi anche Raffaele Cantone o Roberto Saviano, il che è anche comprensibile.

Ultima tra tutte le provincie per qualità della vita, disoccupazione giovanile alle stelle, criminalità organizzata, munnezza, inceneritori e veleni, turismo in calo e viabilità impossibile. Dite la verità, voi lo fareste il Sindaco di una città così?

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