Esteri: L’occidente e l’effetto boomerang

aprile 5, 2011 § Lascia un commento

Sotto gli occhi di tutti si svolgono le drammatiche vicende libiche. Ma anche un altro Paese africano è in questo momento scosso da violenti scontri: la Costa d’Avorio. Il copione è simile: l’ex presidente Laurent Gbagbo ha perso le elezioni, ma ha deciso che non poteva, dopo più di dieci anni da padrone assoluto. E così, ha negato la legittimità della vittoria del suo sfidante, Alassane Ouattara, mettendo in pratica una sorta di “colpo di Stato” al contrario.

Il Guardian ora scrive che l’Onu e i francesi, a lungo colonizzatori del Paese, stanno tentando di evitare l’ennesimo bagno di sangue. E’ l’ultimo capitolo di una sanguinosa saga a cui si potrebbe dare il titolo di “effetto boomerang”. Interventi delle potenze occidentali, dettati sopratutto dalla necessità di controllare le risorse energetiche o strategiche delle diverse zone del pianeta, che si sono rivelati, a distanza di anni, “disastrosi” per le popolazioni locali e per gli stessi interessi dei Governi del vecchio Continente e degli Usa.

Esemplare la storia dell’Iran degli ultimi 60 anni: sale al potere Mohammad Mossadeq, fa l’errore di nazionalizzare il petrolio, fino ad allora esclusiva delle compagnie estrattive inglesi, così dopo appena due anni di governo, dal 1951 al 53, il primo ministro viene “spodestato” dall’esercito iraniano, aiutato nell’occasione dai servizi segreti americani e inglesi, per far posto allo “scià” Reza Pahlavi. Il quale si rivelò allo stesso tempo spietato e incapace a tal punto che la popolazione esasperata incominciò ad appoggiare l’opposizione guidata da Khomeini che portò, dopo scontri sanguinosi, alla proclamazione della Repubblica islamica. Un vero boomerang per gli americani, come ha dovuto ammettere lo stesso ex Presidente Bill Clinton, una decina di anni fa.

Non paghi però, essi appoggiarono un giovane Saddam Hussein, perchè dichiarasse guerra all’Iran e riportasse quella zona del mondo sotto l’influenza occidentale. E’ noto a tutti che fine abbia poi fatto “l’amico” Saddam. Storia praticamente parallela a quella del Rais Gheddafi, prima osteggiato, poi accolto, infine bombardato.

Anzi ad essere precisi è la popolazione libica ad essere bombardata. Il colonnello è ben nascosto, dicono i nostri governi. Sarebbe bello promuovere una missione speciale per uccidere il Rais, ma proprio non si può. Molto più facile, evidentemente, fu far uccidere Patrice Lumumba, unico presidente della Repubblica democratica del Condo eletto democraticamente. Il quale ebbe tempo di governare solo pochi mesi: venne ucciso e spodestato dal generale Mobutu, oggi condannato da tutti come feroce dittatore, ma allora appoggiato da belgi, ex “padroni” del Congo, ed americani, che vedevano in lui un “muro” contro la diffusione del comunismo in Africa.

Oggi siamo di fronte ad un grande cambiamento: i giovani in Africa e in Medioriente, scendono in piazza per rivendicare democrazia e modernità. Vecchi dittatori vengono rovesciati. L’occidente però, prima di intervenire, farebbe bene a ricordarsi di Mossadeq e di Lumumba, perchè chi semina vento, prima o poi raccoglie tempesta.

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