Giustizia: Achille e la tartaruga

aprile 13, 2011 § Lascia un commento

Da diverse settimane i nostri parlamentari, come tutti sanno, sono concentrati sul “processo breve”. Norma “fondamentale” che rientra (?) nel più ampio progetto di riforma della giustizia, definita da lui stesso “epocale”, del nostro ministro della giustizia Angelino Alfano.

Per Achille Berlusconi, corre, e correrà sempre più velocemente, la prescrizione che lo slaverà ancora una volta da qualche processo a dir poco scomodo. Tutto si è scritto sul sostanziale “abuso”, l’ennesimo, che questa leggina “ad personam” ha comportato e comporterà, per la democrazia italiana, ridotta ad estensione dell’ego e delle necessità arcoriane, e per la giustizia stessa, migliaia di processi a rischio con buona pace dei familiari delle vittime o di risparmiatori truffati.

Eppure tutto questo ha sostanzialmente fatto “uscire” dall’agenda il tema principale: ovvero è possibile fare in Italia una riforma che snellisca davvero i processi e che renda la giustizia più efficiente?

La risposta è si, e probabilmente è più semplice di quanto si pensi: qualche giorno fa mi è capitato di leggere, o meglio rileggere, un manuale di procedura civile, nel quale si afferma che “basterebbe che giudice e avvocati collaborassero, invece di contrapporsi gli uni agli altri, per definire la causa immediatamente, nella prima udienza, sul modello che ha provato a darsi il processo del lavoro”, e i tempi si ridurrebbero di certo.

O ancora basterebbe fare come il Presidente del Tribunale di Torino che ha avviato una piccola “rivoluzione” che ha comportato drastici abbassamenti nei tempi processuali, riuscendo a smaltire gran parte dell’arretrato, mettendo al centro il ruolo di “armonizzatore” del Giudice che non deve limitarsi ad essere “spettatore” della diatriba tra avvocati, ma dirigere il dibattimento verso risultati certi.

Piccoli passi che possono però portare lontano: da ultimo, e in forte contrasto con quanto accadeva nell’aula di Montecitorio, è intervenuto anche il Ministro dell’economia, parliamo sempre di progetti certo e non di fatti, che ha posto l’accento su di una serie di norme che dovrebbero, cercheremo poi di capire come, velocizzare il contenzioso dell’Inps che rappresenta circa il 25% del totale. Una cifra enorme che Tremonti crede di poter abbassare. Altrimenti finirà come nella storia di Zenone: con Achille che costringe una nazione intera ad aiutarlo nella impossibile missione di raggiungere la tartaruga della giustizia italica.

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