L’inevitabile fine di Osama Bin Laden

maggio 4, 2011 § Lascia un commento

Osama Bin Laden è morto. Quanto questo evento condizionerà la “lotta al terrore”, è ancora tutto da capire. Le conseguenze della fine del “signore del male”, e altre decine di epiteti con il quale è stato chiamato in questi anni, non sono ancora chiare. C’è chi, la stampa americana sopratutto, parla di una “nuova era”, mentre da questa parte dell’Atlantico si valuta il “peso elettorale” che questo avvenimento avrà nella corsa per la riconferma alla casa bianca di Obama.

Quello che di certo si può affermare è che questa morte chiude idealmente 10 anni non certo esaltanti per gli Usa e l’occidente tutto. Quasi fosse il fosco finale di una tragedia cominciata in maniera eclatante e terribile, le twin towers, e chiusasi con un omicidio in una sperduta provincia del Pakistan.

Una decade durante la quale abbiamo assistito a due guerre, quella in Afghanistan, che ancora va avanti, e quella in Iraq, inizialmente giustificata dalla guerra al terrorismo, poi solo dal petrolio. Abbiamo subito l’emanazione, sopratutto negli States ma anche negli altri paesi occidentali, di leggi che hanno ristretto la nostra libertà di comunicare, di spostarci, hanno limitato la nostra privacy. Abbiamo vissuto dieci anni di “politiche sulla sicurezza”.

Attentati terroristici, militari attaccati ed uccisi nelle aride terre persiane e spese militari alle stelle. Senza dimenticare tutta la letteratura che questi dieci anni di “Osama il terribile” hanno generato: dai complotti sull’11 settembre, anche se adesso pare proprio che l’esplosivo ci fosse nelle fondamenta dei due grattacieli, fino ai dubbi sull’esistenza stessa del terrorista divenuto ad un certo punto un “fantasma” che pesava sulle amministrazioni americane.

Come hanno pesato Guantanamo, Abu Ghraib e i voli segreti della Cia. Le torture e le violazioni dei diritti umani che hanno gettato una macchia, forse indelebile, sul vestito dei “buoni”, di quelli che combattono per la democrazia.

Quelli che sono appena passati, quelli che si chiudono con la morte di Osama Bin Laden, sono stati i dieci anni nei quali è stata rispolverata la “guerra di civiltà” che ha portato il sospetto e la diffidenza nei confronti dei musulmani, incomprensioni reciproche e un “radicalizzarsi” della questione religiosa anche in Occidente: la rielezione di Bush spaccò il Paese, da una parte i “laici” dall’altra i cristiani conservatori di ogni estrazione e indirizzo accorsi in massa a votare per i Repubblicani.

Poi le cose hanno cominciato a cambiare: la grande crisi economica, l’elezione del primo presidente nero, la consapevolezza che l’Occidente, come lo abbiamo considerato finora, non è più il centro del mondo, e non solo economicamente, questo lo si sapeva già, ma anche politicamente.

Ora la morte di Bin Laden chiude questo cerchio: non è ancora chiaro cosa ci riserva il decennio che si è appena aperto, ma possiamo essere sicuri che quello trascorso fa parte definitivamente del nostro passato.

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