Politica: Il ballottaggio nel labirinto

maggio 22, 2011 § Lascia un commento

A prima vista sembrerebbe tutto molto semplice. Accendi la televisione e vedi da un lato Gianni Lettieri, candidato del centro destra a Sindaco di Napoli, e dall’altro Luigi De Magistris, il suo sfidante. I due non si risparmiano colpi ed errori grammaticali, come fatto notare anche da Aldo Grasso sul Corriere, e fino a qui niente di nuovo. E’ la democrazia, bellezza.

Ma dietro le quinte il mondo della politica partenopea è in fermento. E per questo motivo vogliamo dare una mano ai nostri lettori, e anche a noi stessi, immaginando le diverse “strade” che queste elezioni possono prendere, per cui a voi la scelta:

Se pensate che il Pd napoletano a parole appoggi De Magistris, ma in realtà remi contro, proseguite nella lettura, altrimenti passate al capoverso successivo. Bene, siete di quelli “cinici”, immaginate che nonostante le urla di Bersani, al Pd orfano di Bassolino non freghi nulla di consegnare la città ad uno che oltretutto non sopportano. E che abbiano più a cuore le quattro poltrone che rischiano di perdere in caso di vittoria di De Magistris, mentre i posti arriverebbero in caso di vittoria di Lettieri. Per cui, i notabili del Pd remano contro, fanno vincere Lettieri. Il quale è poi costretto a consegnare tre o quattro assessorati agli ex avversari. Esulta Claudio Velardi, spin doctor di Lettieri e uno dei “D’alema boys”: il sogno di una “bicamerale partenopea”, dopo aver conquistato anche la Regione, è realtà anche a Napoli.

Il Pd decide che Bersani e i vertici del partito nazionale hanno ragione, proprio Lettieri non può vincere. Appoggiano dunque De Magistris apertamente, invitano la base a votare compatta. De Magistris vince, il Pd partenopeo viene spazzato via. Il centro sinistra comincia da zero. Nel centro destra si apre a sua volta una profonda riflessione sugli errori fatti. L’ex pm ora non ha scusa: deve governare o andrà a casa. Velardi esulta: grazie al pessimo risultato di Napoli e di Milano, il Governo ha i giorni contati. Lo spin doctor si mette subito sul mercato a disposizione di candidati di sinistra e di destra: è la “bicamerale dei libretti degli assegni”.

Vediamo che cosa succede dall’altra parte. Lettieri è forte, ma il consenso non gli basta, c’è quel 10% del terzo polo che fa gola. Con quello e pochi altri voti, scontati quelli dei mastelliani, Gianni ce la farà. Ma tra l’Udc e Fli si agitano opposte posizioni e considerazioni. Se pensate che prevarrà la linea di appoggio a Lettieri, continuate a leggere, altrimenti passate all’altro capoverso. Allora nonostante la posizione “neutrale” del terzo polo, l’Udc intravede la possibilità di diventare decisiva: in fondo è già alleata in Regione in tanti Comuni con il Pdl. Lettieri vince e per sdebitarsi dà qualche importante assessorato ai “demitiani”, in particolare, occhio al figlio del “grande vecchio”, vedi che poi ce lo troviamo Presidente di Regione tra tre anni. Fli si liquefa e scompare, Bocchino torna mesto a Roma con la coda tra le gambe. Il Pd napoletano esulta: De Magistris è ridimensionato e loro rappresentano la vera opposizione. Velardi esulta: ora può passare da destra a sinistra quando gli pare, è la “bicamerale delle consulenze d’immagine”, suo vecchio e ambizioso progetto.

Udc e Fli decidono di non appoggiare Lettieri. Passa la linea Bocchino. L’imprenditore non ce la fa per una manciata di voti. In Regione si apre la resa dei conti: i centristi “demitiani” e i socialisti di Caldoro non si sono mai potuti soffrire. Il Pd lancia un “opa” sulla nuova coalizione di “centro-centro sinistra”. Si apre una fase di notevole instabilità politica. Velardi esulta: probabile che gli affidino altre cinque o sei campagne di comunicazione con l’aria che tira. Siamo alla ” bicamerale delle elezioni permanenti”, che aveva sempre sognato quando chiacchierava con D’Alema di politica.

Infine: non vi frega niente di quello che faranno i “bassoliniani”, i “demitiani”, gli ex An, gli ex Pci, i “mastelliani” e chi più ne ha, più ne metta. Voi volete solo andare a votare per l’uno o per l’altro candidato. Avete già deciso, avete le vostre idee, oppure siete Claudio Velardi. Allora questo articolo non vi serve.

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