Rifiuti: la cenere sul capo

maggio 27, 2011 § Lascia un commento

Siamo alla fine della campagna elettorale e tra accuse di vandalismo, offese personali, strategie più o meno chiare, non c’è stato molto tempo per parlare dei rifiuti. Entrambi i candidati hanno proposto le loro soluzioni: più inceneritori, secondo l’roginario piano del governo, per Lettieri, più differenziata e “porta a porta” per De Magistris. Sembra utile a questo punto fare una serie di osservazioni sul sistema attuale e di come questo sia stato gestito.

Prima di tutto la raccolta differenziata: a Napoli è ancora troppo bassa (non raggiunge il 19%) e dunque non è possibile affermare che si tratta di un sistema che non ha mai funzionato. Semplicemente non è mai stata messa in atto in maniera organica, nonostante le previsioni di un decreto del 1998, che prevedeva questa soluzione: almeno il 50% di differenziata, il 35% incenerito e il resto (che poi si sarebbe dovuto comunque assottigliare negli anni) in discarica. Una strategia pienamente condivisibile e realistica nella sua realizzazione per gradi.

Eppure in 12 anni non è stato realizzato nulla di quanto detto: la differenziata non c’è ( e ne risentono le aziende campane che si occupano del recupero dei materiali), e per quanto riguarda l’inceneritore è forse meglio stendere un velo pietoso: l’impianto di Acerra è costato allo Stato quasi 350 milioni di euro, ha funzionato a singhiozzo fino all’inizio dell’anno e continua ad avere molti problemi. Questo perchè ciò che vi viene bruciato non è esattamente, per usare un eufemismo, quel che si definisce “ecoballa”, ma rifiuti “compostati” male e dove vi è finito dentro di tutto, come hanno dimostrato le indagini della magistratura. Eppure se la raccolta differenziata fosse “efficiente”, non ci sarebbe bisogno di costruire altri inceneritori: quello di Acerra potrebbe tranquillamente coprire la percentuale esclusa dalla raccolta porta a porta. Il punto è che gli inceneritori costano (400 milioni si prevede per quello di Napoli Est), sono gestiti dai privati (a differenza ad esempio di Torino), e ricevono contributi pubblici, i famosi Cip6 che tutti pagano sulla propria bolletta elettrica, e sono fonte di enorme preoccupazione tra la popolazione.

STIR. Sigla che sta ad indicare gli impianti di tritovagliatura (significa tritare e pressare) dei rifiuti. Una volta erano impianti di compostaggio, erano appunto, perchè oggi si limitano a compattare la “munnezza” mentre avrebbero dovuto separarla, “valorizzarla” in un certo senso: il materiale idoneo per essere incenerito ad Acerra, il resto in discarica. Ma il sistema non ha mai funzionato (c’è in atto un processo che va avanti da tre anni sulla Impregilo). Risultato? Acerra funziona male, brucia non si sa bene cosa e prende i contributi, da noi, per farlo. E’ evidente che alla nostra classe imprenditoriale, che fa sempre appello al mercato e alla libera concorrenza ma quando si tratta di prendere contributi dallo Stato non si tira certo indietro, conviene tanto, anzi tantissimo, costruire inceneritori ogni 30 km: in pratica non lo pagano loro ma i cittadini. Mentre è altrettanto evidente che la raccolta differenziata non rende ricca la “razza padrona” (come ebbe a chiamarla Turani), ma resta la risorsa più importante. Inoltre l’impianto di Acerra ha richiesto anni di lavori e ritardi per essere costruito e con gli altri?

Il rischio è che nell’attesa di vedere questi altri inceneritori all’opera passino tre o verosimilmente più anni, e siccome nel frattempo non si può fare la differenziata (altrimenti gli impianti poi cosa bruciano?), dove la mettiamo la munnezza? Bella domanda e la risposta (quella per la quale siamo stati condannati dalla Ue che ci ha “congelato” 500 milioni di euro di aiuti) è sempre la stessa: in una bella discarica, come abbiamo fatto in tutti questi anni “gonfiando” la Regione di rifiuti.

Appare quindi più realistico il tentativo di innalzare i livelli di differenziata, rimettere a regime l’impianto di Acerra e provvedere ad una “razionalizzazione” del sistema di gestione. Spostare in avanti le soluzioni, come ha fatto il Governatore che promette di risolvere il problema nel 2013, significa sottovalutare 17 anni di emergenza rifiuti. Ne va della salute dei cittadini e della integrità del territorio: il tempo dell’attesa è finito.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Che cos'è?

Stai leggendo Rifiuti: la cenere sul capo su Devilpress's Blog.

Meta

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: