Rifiuti: Il modello San Francisco

giugno 10, 2011 § 1 Commento

Città famosa per il Golden gate, per la sua musica e le sue università. Capitale della “sinistra americana”, San Francisco vanta anche il primato di città più “riciclona” d’america. Le percentuali si aggirano intorno al 70%, ma per fine anno l’amministrazione conta di arrivare ad un 75%, e tutto si basa sulla differenziazione “multimateriale”, fatta principalmente dagli stessi cittadini attraverso una macchina che si chiama “Pier 96”.

Il caso di San Francisco è molto interessante per due motivi: il primo è proprio nella scelta della raccolta multimateriale che facilita il compito dei cittadini, grazie alle nuove tecnologie infatti è possibile “riconoscere” le diverse tipologie di materiali che vengono successivamente smistate in un mega impianto da 18mila metri quadri. Qui i rifiuti vengono separati e addirittura la carta, il cartone, e le plastiche, vengono immediatamente “re imballate”, rivendute e immesse nuovamente in commercio.

Il progetto degli amministratori della città della costa ovest è ambizioso: “zero waste”. Ovvero zero rifiuti, riciclaggio totale, obiettivo che intendono raggiungere nel 2020. E molti indizi indicano che questa è una “missione possibile”: San Francisco ha incominciato ad introdurre la raccolta differenziata già nella metà degli anni 90, e nel corso degli anni, senza annunci “roboanti”, ha continuato ad investire in questa vera e propria “risorsa” per il territorio, fino a giungere al risultato attuale.

Ma, come scritto sopra, c’è anche un secondo motivo che rende il modello San Francisco estremamente interessante: la città è la dodicesima più grande degli Stati Uniti, poco meno di un milione di abitanti, in un territorio complessivo (la baia di San Francisco) che ne conta 7 milioni. Dunque non certo una piccola cittadina dove è “facile fare la differenziata”, come si sente spesso ripetere a chi incita per la soluzione “inceneritori”.

Invece San Francisco è tutto fuorchè una piccola città, e non ha puntato sugli inceneritori e vuole chiudere le discariche. E, forse, qualcuno se ne sta accorgendo anche in Italia se è vero che il Sindaco di Roma Alemanno ha deciso di fare un viaggio negli States per vedere di persona se le soluzioni di “Frisco” possono essere applicate anche nella Capitale. Ecco se fossi nel Sindaco De Magistris, prenoterei un posto anche io.

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