Rifiuti: Da Napoli alla Cina e ritorno

settembre 22, 2011 § Lascia un commento

Qualche giorno fa, Roberto Saviano, ha pubblicato un articolo molto amaro sulla fine del procedimento penale, per intervenuta prescrizione, a carico di un centinaio di imputati per inquinamento e disastro ambientale, nata dalla prima indagine sul traffico di rifiuti tossici “Cassiopea”.

Una indagine che, come ricorda Saviano, aveva svelato l’orrore di una terra avvelenata e ferita, che aveva messo sotto gli occhi di tutti le connivenze tra grande industria e malavita organizzata, che aveva evidenziato i pericoli derivanti dalla sottovalutazione legislativa di un reato, il disastro ambientale, che aveva trasformato la munnezza in oro per i clan.

Tutto finito, nessun colpevole e i cittadini a pagarne le conseguenze. Negli stessi giorni, però, sono usciti altri due articoli molto interessanti. Il primo parla degli affari che i clan camorristici stanno facendo in Cina, in una sorta di circolo vizioso e tossico, se prima i rifiuti arrivavano dal Nord Italia in Campania, adesso dalla nostra Regione vanno direttamente nel “Paese del dragone”, con grande soddisfazione dei boss, come racconta Enrico Caria.

Sarebbero circa due milioni le tonnellate di rifiuti di ogni genere che ogni anno partono verso il lontano Oriente, un affare da milioni di euro, curioso che proprio in questi giorni il nostro Ministro dell’economia voglia far comprare i nostri titoli di Stato proprio alla Cina, che procede spedito.

L’altra notizia è apparsa invece su diversi quotidiani e racconta di una protesta dei cittadini di Haining, sempre in Cina, contro una fabbrica di pannelli fotovoltaici. L’impianto, infatti, sversava tonnellate di liquami inquinanti nei fiumi circostanti, avvelenando l’ambiente. Ebbene i residenti hanno ottenuto, dopo giorni, non solo le scuse ufficiali dei vertici dell’azienda ma anche la promessa di bonifica (refrain che suona alle orecchie dei partenopei come tristemente noto e carico di oscuri presagi).

Magari finirà che persino i cinesi si stancheranno dei rifiuti tossici di stampo camorrista e finirà che ce li rimanderanno indietro, oppure troveranno qualche altro Paese, magari un’altra di quelle democrazie sui generis, a cui scaricare munnezza. In un gioco perverso che non ha vincitori e in cui l’Italia, e sottolineo l’Italia tutta, ha pesanti responsabilità. Un gioco che rischia di avere conseguenze drammatiche anche e sopratutto per noi.

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