Rifiuti: Lezioni dimenticate

ottobre 5, 2011 § Lascia un commento

Si è molto parlato della trasmissione di Telepadania che ha voluto “sfottere” il Sindaco De Magistris e i partenopei, con una lezione su come si fa la raccolta differenziata. Sarcasmo che voleva ricordare come a causa dell’infinita “emergenza rifiuti”, l’Italia rischia l’ennesima procedura di infrazione, bocciato senza termini il piano regionale, per violazione delle normative Ue.

Dopo aver visto il video e aver letto commenti più o meno arrabbiati, ironici o semplicemente increduli, mi è sembrato doveroso ricordare agli amici padani (a proposito, come ha detto anche il Sindaco: ma questa Padania dov’è?), quelle lezioni che molti cittadini del Nord sembrano aver dimenticato:

1) Non si affidano i rifiuti tossici o speciali agli affiliati di clan camorristici. Come messo in evidenza dalla inchiesta “Cassiopea” per anni gli imprenditori del Nord Italia, ma sopratutto le aziende di smaltimento rifiuti settentrionali, si sono rivolte a personaggi dalla a dir poco dubbia reputazione, per far smaltire a costi ridottissimi i loro veleni. Ebbene vorrei ricordare che i rifiuti speciali, pericolosi e non, vanno smaltiti negli appositi impianti adibiti e dotati di attrezzature adeguate a norma di legge. Diffidate di coloro che vi assicurano prezzi più bassi della metà e poi vengono a ritirare i carichi in piena notte. Potreste aver fatto la scelta sbagliata.

2) I cantieri edili e le ex aree industriali dismesse non sono discariche. Il recente caso dell’area di Santa Giulia, dove è stato scoperto un profondo inquinamento delle falde acquifere dovuto agli scarichi illegali effettuati nella zona sottoposta a riqualificazione di Milano Rogoredo, ne è un esempio. Se vedete una fabbrica abbandonata non dovete andare a buttarci gli scarti della lavorazione farmaceutica, per fare un esempio. Poi le falde si inquinano e non è bello vedere gli abitanti della zona mentre trangugiano un liquido che forse un tempo era acqua. Non fa bene alla salute.

3) I fiumi non sono discariche. Ora questo dovrebbe essere ovvio, ma forse così non è, se nel febbraio del 2010, sono stati sversati 10 milioni di liquidi e idrocarburi, nel fiume Lambro, devastando tutto l’habitat naturale della zona. Una cosa infatti è gettare quello che resta della vostra coca cola nel Po, un’altra è buttarci dentro milioni di litri di benzina. Insomma non si fa.

Infine gli amici di Telepadania si lamentano giustamente del fatto che l’onesto cittadino non deve ritrovarsi a pagare multe per qualcosa avvenuto lontano dal proprio territorio e di cui non è responsabile. Sono assolutamente d’accordo, infatti gli onesti cittadini non dovrebbero pagare le multe che l’Unione europea ci eroga per via degli sforamenti delle quote latte ad opera degli allevatori settentrionali.

Spero che questo piccolo “bignami” di lezioni sull’ecologia possa esservi stato utile, cari amici padani (ma la Padania dov’è?). Saluti.

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