Rifiuti: il Governo che verrà

novembre 18, 2011 § Lascia un commento

Credo sia utile in questo momento fare una “lista della spesa”, come stanno facendo molti altri, con dentro quelli che si ritengono i provvedimenti e le politiche necessarie da adottare per ogni campo. Una crisi, come quella che sta investendo economicamente e politicamente il nostro Paese, è anche foriera di nuove possibilità.

Ebbene sappiamo che il nostro nuovo Ministro è Corrado Clini, il quale ha subito fatto una serie di dichiarazioni che lasciano quanto meno a desiderare su Ogm e nucleare, comunque è importante ricordare al Ministro che  si troverà di fronte a spinose questioni ambientali, come quella dei rifiuti (tanto per dirne una!) per cui mi sembra giusto suggerire:

a) Attivazione del Sistri in maniera permanente ed effettiva. Il sistema di monitoraggio satellitare dei rifiuti va implementato e reso definitivo, abbiamo speso tempo e denaro per costruirlo dobbiamo farlo funzionare adesso. Contemporaneamente il nuovo ministro dovrebbe spendersi nel senso di inasprire duramente le pene previste per i reati di disastro ambientale e inquinamento ambientale. Incredibile che molte delle sanzioni si riducano a pene pecuniarie. Ma non ci vuole solo il bastone: il governo dovrebbe impegnarsi nel senso di una riduzione della pressione fiscale per quelle aziende che optano per la “green economy” e agiscono virtuosamente nell’adottare politiche di riutilizzo dei materiali, da un lato, e di riduzione degli imballaggi, dall’altro.

b) I fondi europei. La Ue tiene da parte i 500 milioni di euro destinati alla Campania, e non solo, per il ciclo di gestione dei rifiuti. Cerchiamo finalmente di sbloccarli con un piano serio e concertato con la società civile, che si è dimostrata molto attenta e vigile in questi anni (potrei fare molti esempi: l’assise di palazzo marigliano, il Co.re.ri., la terra dei fuochi). Quei soldi, diciamoci la verità, ci servono. Ma vanno utilizzati bene e con la massima trasparenza: non è più possibile commettere errori. Il ministro coinvolga anche i sindaci campani e il governatore, non è questo il momento delle divisioni politiche e personali.

c) Stop agli inceneritori. Siamo ancora bloccati a politiche ormai superate. Invece di puntare sulla differenziata e sul recupero dei materiali, bruciare tutto resta la soluzione preferita, ancorchè antieconomica. Ovviamente al primo punto resta l’obiettivo di ridurre drasticamente le discariche, vera e propria piaga della nostra Regione e “terreno fertile” per l’alleanza politica/malavita. Vi è assoluto bisogno di cambiare completamente l’approccio con cui si è affrontata la questione dei rifiuti, non solo in Campania, ma nell’intera penisola.

d) Le bonifiche. Margherite mutanti, corsi d’acqua avvelenati, terreni pieni di rifiuti tossici. E’ arrivato il momento di farle queste benedette bonifiche ambientali. La nostra Regione, che ha nell’agricoltura una sua importantissima risorsa, ha sofferto terribilmente le devastazioni di questi ultimi trenta anni. E’ arrivato il momento di invertire la rotta, a cominciare dall’area del Vesuvio. Grottesco che vi siano ancora delle discariche in quello che viene considerato un parco naturale di straordinaria bellezza.

Ecco diciamo che per cominciare non c’è male. Diciamo anche che il lavoro che aspetta il prossimo ministro dell’ambiente non è affatto facile. Ma come ho detto all’inizio di questo articolo: la crisi può essere anche una grande possibilità. Sfruttiamola.

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