Lavoro: Niente di nuovo nella manovra

dicembre 13, 2011 § Lascia un commento

immagine tratta dal sito solleviamoci.wordpress

Per il momento ancora niente. O meglio molto poco. Si è discusso a lungo di quello che ci sarebbe dovuto essere nella manovra economica varata dal nuovo Governo Monti. Il quale ha fatto per il momento solo scelte “conservative”. Al primo posto salvare i conti pubblici, poi si vedrà. Eppure da più parti, e anche molto autorevoli, si era sollevata la questione della crescita.  Senza sviluppo, i tagli e le tasse sono destinate a rappresentare la classica toppa che a poco serve e a nulla servirà.

Che cosa prevede la manovra per l’occupazione? Che cosa c’è di scritto a cui possa appigliarsi un giovane lavoratore (o meglio: un giovane precario?), magari meridionale? Poco, molto poco finora, un solo articolo (il 2) di appena due commi, nei quali si dice che le aziende che assumono donne e giovani con meno di 35 anni, avranno una essenzione dall’irpef da calcolarsi fino ad un massimo di 10mila euro. Detta così non sembra male, incentivare all’assunzione pagando meno tasse, ma la mossa non è nuova, era prevista anche in una manovra del secondo governo Prodi, e finora non ha prodotto grandi risultati, anzi.

Si poteva fare molto di più, ma da questo Governo continuano a ripetere che la riforma strutturale del mercato del lavoro arriverà, ma va studiata con “attenzione” per evitare gli errori del passato. E se da un lato la preoccupazione può essere condivisibile, degli effetti della tristemente famosa legge Biagi siamo tutti al corrente, dall’altro bisognava anche dare un segnale che fino a questo momento non è arrivato.

Ma si parlava anche di Mezzogiorno, argomento che nelle prime battute della manovra e nei commenti a caldo della politica è sembrato un pò scomparire. In effetti anche qui non c’è per il momento granchè, anzi, e anche qui sono arrivate rassicurazioni di futuri interventi, a sentire il Ministro Passera ci si muoverà inizialmente sul tema delle infrastrutture e dei trasporti, sono pronti 800 milioni di euro da investire per potenziare le linee ferroviarie di Sardegna e Sicilia, inoltre si lavorerà per migliorare i collegamenti tra Puglia e Campania, in particolare sulla linea Bari-Napoli. Ora di sicuro il tema è importante: i collegamenti tra le Regioni meridionali sono decisamente scarsi e le condizioni delle linee ferroviarie indecenti, ma è altrettanto importante per migliorare la produttività, implementare le linee interregionali.

In questo senso sarebbe davvero un segnale importante se dal Governo arrivassero le risorse per contrastare i tagli che i servizi regionali hanno subito, basti pensare alla Circumvesuviana di cui molto si è scritto anche su questo sito, invece di affrettarsi a confermare opere inutili come la Tav Torino-Lione è la politica dei piccoli, ma importanti, passi quella che questo Governo deve sforzarsi di attuare.

Restiamo in attesa dei nuovi provvedimenti, nella speranza che non si perda ulteriore tempo, perchè non c’è solo l’euro da salvare ma anche il futuro di una intera generazione.

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