Rifiuti: La macchina del tempo

gennaio 17, 2012 § Lascia un commento

La Regione approva il piano rifiuti. Il Ministro dell’ambiente Clini si spende a Bruxelles per evitarci la maxi multa: “stiamo facendo tutto il possibile”. Si ma i contenuti? E sopratutto i tempi? Già perchè a leggerlo il piano c’è poco da stare allegri. Anzi viene da dire: siamo alle solite. Punto centrale resta l’incenerimento, con due nuovi impianti: quello di Salerno e di Napoli Est, poi c’è la questione Giugliano ed ecoballe, che dovrebbero essere smaltite da un impianto ad hoc, e la differenziata? Ah si, la differenziata: obiettivo 50%, 15 punti sotto quelli che dovrebbero essere gli standard europei e nazionali.

Insomma ad esercitare la memoria sembra di essere ritornati nel 1998, quando l’allora ministro Giorgio Napolitano, emanò un decreto per risolvere l’emergenza rifiuti in Campania, che poneva un tetto della differenziata proprio al 50% e puntava sull’inceneritore di Acerra e sulle discariche per l’altra metà. Un progetto che all’epoca, 14 anni fa, veniva considerato realistico e che riproposto oggi sembrerebbe “arcaico”. Ma questo non ha certo spaventato la Regione che insiste e si rivedono anche spuntare i famigerati contributi “Cip6”, per intenderci quelli che paghiamo noi sulla bolletta energetica per permettere il finanziamento degli impianti di incenerimento.

Ma la cosa peggiore sono i tempi di realizzazione: se tutto dovesse andar bene, e il condizionale è più che d’obbligo, gli impianti sarebbero pronti solo nel 2015. Nel frattempo invece che si fa? Dobbiamo supporre che continueremo a sversare in discarica e a caricare la munnezza sulle costosissime navi dirette nei porti europei. E per la differenziata? La cosa non sembra interessare particolarmente i nostri amministratori pubblici: il 50% si raggiungerà sempre nei fatidici 36 mesi? (appunto per il Sindaco: ma noi non dovevamo arrivare al 70% in un anno?).

Infine a rendere ancora più fosco tutto il quadro c’è la questione delle ecoballe, a milioni sono accumulate presso Taverna del Re. Una “bomba” ecologica che sta avvelenando il territorio e che un impianto dedicato dovrebbe smaltire in tempi molto lunghi, ma di più non è dato sapere.

Forse i cittadini campani e quelli partenopei si meritavano qualcosa di più che non l’ennesimo piano “Copia/Incolla”, anche perchè dopo il decreto del 1998 ci ricordiamo tutti com’è andata a finire. Speriamo stavolta che il copione non si ripeta.

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