Rifiuti: le due facce della medaglia

febbraio 6, 2012 § Lascia un commento

La faccia numero uno: quella deprimente del Sistri, una lunga vicenda di rinvii e proroghe, che ho raccontato anche sul blog. Un sistema che doveva definitivamente risolvere il problema dei trasporti abusivi di rifiuti tossici, attraverso un complesso sistema di controllo satellitare che avrebbe dovuto monitorare gli autoarticolati addetti al trasporto dei rifiuti. Quelle tristemente note “processioni” di camion che negli anni 90 e ancora adesso, anche se in misura minore, attraversano lo stivale da Nord a Sud con il loro carico di veleni.

Doveva entrare in funzione nel 2010 e l’allora Ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo, ci credeva a tal punto da far eliminare nel decreto rifiuti del dicembre 2010 persino alcune norme che riguardavano la “tracciabilità cartacea” della tipologia dei rifiuti. Poi però una serie di continui rimandi, fino al giugno del 2011, avevano di fatto reintrodotto la vecchia tipologia dei controlli, in attesa che il Sistri entrasse finalmente in funzione. Ad un certo punto, agosto, sembrava che il progetto, costato milioni di euro, dovesse essere definitivamente abbandonato. Ma il nuovo Governo lo ha “resuscitato” promettendo la sua messa in funzione entro giugno 2012. Addirittura il Sistri si è aggiudicato “l’innovation award” del 2012 assegnato dal colosso americano Cisco alle tecnologie più innovative. Un premio che sa di incoraggiamento, o forse di beffa, dato che per alcuni esperti del settore, il sistema di monitoraggio dei rifiuti è complicato, rischia di andare facilmente in tilt e sopratutto i costi del montaggio dei rilevatori sui camion è a carico delle aziende che dovrebbero anche “controllare” che non vi siano camion “fuorilegge”.

In attesa di vedere se il sistema entrerà mai in funzione, possiamo consolarci con l’altra faccia della medaglia, rappresentata dal  “drone di Massimiliano Lega, che ha messo appunto un veivolo senza pilota, o meglio il pilota lo controlla da terra con un visore 3d e un telecomando, che è un vero e proprio “laboratorio volante”. Costato alcune decine di migliaia di euro e messo a punto da “un cervello di ritorno” (Lega insegnava in California, ha deciso di tornare qui), comprende un sistema Gps, tre accelerometri che lo mantengono sempre in orizzontale, un sistema di visione 3d e una serie di sensori in grado di captare alterazioni chimiche elaborate da un sistema di trasmissione dati che comunica con “la base”.

Il drone ha suscitato l’interesse della Nasa e per ora è solo un prototipo, ma la guardia costiera lo sta già utilizzando per scoprire gli sversamenti di rifiuti o carburanti in mare o nei canali campani. Il drone potrebbe essere utilizzato per scoprire discariche abusive e i punti di origine della contaminazione delle acque.

La Guardia Costiera è entusiasta dell’invenzione e ha dichiarato che il drone potrebbe rappresentare una rivoluzione nel monitoraggio ambientale con risultati di enorme precisione, tali “che solo i satelliti possono arrivare a tanto” con costi molto inferiori. Basta non dirlo a quelli del Sistri.

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