Rifiuti: Monumenti

marzo 7, 2012 § Lascia un commento

The Mastaba by ChristoChristo è un’artista conosciuto in tutto il mondo. Celebri sono i suoi colossali “impacchettamenti”, di edifici, come il Reichstag di Berlino, o luoghi naturali, come il fiume Arkansas negli Usa, realizzati con chilometri di stoffa e altri tessuti sintetici. Il 76enne bulgaro, ma vive da quasi 50 anni a Parigi dove arrivò per sfuggire al regime comunista, ha ideato una nuova maestosa opera.

Si chiama The Mastaba e verrà realizzata nel deserto della zona di  Abu Dhabi. Una immensa piramide alta 150 metri e larga 300, formata da 410mila barili per il trasporto del petrolio. Simbolo di commercio, ma anche di inquinamento ambientale, nella visione dell’artista, i barili diventeranno i custodi dell’anima di un intero popolo.

Perchè vi ho parlato di questo? Per due motivi: trovo affascinante, anche se è stato già fatto in passato, prendere rifiuti, scarti, oggetti pericolosi, inutili e inquinanti e renderli un’opera d’arte. E poi subito dopo aver pensato questo, quando ho letto della Mastaba, mi sono venuti in mente monumenti molto meno edificanti, ma non per questo meno significativi, che abbiamo proprio qui, in Campania.

Penso prima di tutto ai cinque milioni di ecoballe, per sei milioni di tonnellate, che giacciono da quasi dieci anni a Taverna del Re, a Gugliano, a Tufino. Sono lì, orrende, impilate a migliaia le une sulle altre, a sfaldarsi e marcire sotto il sole. In molti punti, dalle foto pubblicate in questi anni, si vedono rotture e spacchi dai quali “trasuda” percolato. Emanano un fetore quasi insopportabile e non servono più a nulla. Erano il “denaro sonante” dei contributi Cip6, la garanzia che l’inceneritore di Acerra avrebbe bruciato un bel pò di materiale e prodotto energia elettrica. Il “tesoretto” da sfruttare per rifarsi dei costi.

Ora sono là e proprio in questi giorni assistiamo alle ennesime liti tra il Sindaco De Magistris e il Ministro dell’ambiente Clini, in merito alla realizzazione di un impianto di incenerimento, o di rigassificazione dice qualcun’altro, che servirebbe esclusivamente a liberarci delle ecoballe. Si quelle che dovevano essere una risorsa sono diventate un problema che nessuno vuole o può risolvere.

Un monumento all’incapacità della pubblica amministrazione, agli sprechi, alla mancanza di una qualunque forma di democrazia o di partecipazione. E al tempo stesso un gigantesco segnale che sta lì a ricordarci quanto sia ferita e devastata la nostra terra e come niente si sta facendo per rimediare a tutto questo.

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