Rifiuti: Emergenze lontane e vicine

marzo 28, 2012 § Lascia un commento

Colpiscono le immagini che arrivano da Palermo. Città sommersa dai rifiuti, roghi, proteste, raccolta bloccata dal mancato pagamento degli addetti. Storie già sentite, già tristemente vissute dai partenopei ai quali quelle immagini rievocano brutti ricordi. E mentre il capoluogo siciliano brucia, i nostri vicini laziali non se la passano molto meglio.

Anche qui proteste, blocchi stradali e ferroviari, popolazioni in rivolta contro l’apertura di nuove discariche, il Governatore Polverini e il Ministro Clini che litigano sulla documentazione e sul piano rifiuti, ritenuto da quest’ultimo insufficiente, anche qui: un film già visto tante volte dai cittadini campani, e purtroppo per quelli di Acerra, di Giugliano e di Terzigno ancora non giunto ad una sua conclusione.

Queste emergenze un pò lasciano sorpresi? E Napoli? E la Campania? Noi che siamo sempre stati i “cattivi”, quelli “antropologicamente incapaci” di fare raccolta differenziata? Quelli che hanno sprecato soldi e tempo di Stato e imprese perchè non volevano le discariche, gli inceneritori, la modernità, piuttosto malata, di qualcuno? Quelli pieni di rifiuti tossici e di camorra dei rifiuti, dove siamo finiti?

Non facciamo più notizia, non siamo più sulle prime pagine dei giornali. Però a guardare con attenzione qualche notizia si trova: come quella del grado di soddisfazione dei cittadini napoletani nei quartieri dove si fa la raccolta dei rifiuti porta a  porta. Secondo una ricerca della Facoltà di sociologia della Federico II, il 77% dei 150 abitanti dei sei quartieri interessati (Bagnoli, Colli Aminei, Rione Alto, Chiaiano e San Giovanni a Teduccio), si è dichiarato generalmente soddisfatto della qualità del servizio.

E questa è sicuramente un’ottima notizia, una di quelle che ogni tanto rischiarano un panorama per altri versi ancora fosco, anche se dopo aver letto questi dati, dopo aver constatato che la raccolta porta a porta non solo può funzionare ma aumenta addirittura la fiducia del cittadino nelle istituzioni, viene spontaneo chiedersi: ma allora perchè non la allarghiamo al più presto a tutto il territorio urbano?

Sappiamo che ci toccherà aspettare ancora, adesso parte a Scampia, e intanto avremo ancora da raccontare le “nostre” emergenze: quelle delle ecoballe a Giugliano, quelle che riguardano i nuovi impianti di incenerimento, e sopratutto quelle che riguardano la bonifica del territorio campano. Che, è sempre bene ricordarlo, è ancora “intriso” del veleno di migliaia di tonnellate di rifiuti tossici sversate in 30 e passa anni. Una emergenza “silenziosa” che porta via centinaia di vite, che distrugge la fertilità di un territorio e che non sembra, almeno per ora, destinata a trovare una soluzione.

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