Corcolle: niente di nuovo sul fronte rifiuti

maggio 24, 2012 § Lascia un commento

Sulle prime pagine di molti quotidiani oggi campeggia la notizia che è stata approvata dal Governo la scelta della Regione Lazio di fare una discarica a un chilometro da un patrimonio artistico, dichiarato tale anche dall’Unesco, quale è Villa Adriana. A seguito di ciò si sono scatenate le solite, furiose, polemiche con il Ministro Ornaghi che minaccia di dimettersi dai beni culturali, le proteste di cittadini e ambientalisti, una confusione terribile; come al solito.

Ovviamente non posso che essere disgustato, come moltissimi, dall’idea di una discarica a pochi metri da un sito di tale valore, ma questo, credo, è un sentimento condiviso dalla maggior parte dell’opinione pubblica. Quello che però vorrei aggiungere ad una discussione “arroventata” riguarda la questione delle discariche in sè.

Ero stato facile profeta quasi dieci mesi fa, quando scrissi un post dal titolo “Rifiuti: Roma come Napoli?“, nel quale intravedevo il profilarsi di una grave crisi per la Capitale, crisi materiale e politica, che rischiava di fare la fine della città partenopea. Ovvero: periodiche “crisi” con rifiuti per strada, discariche “temporanee” aperte in tutta fretta e, come appurato da inchieste, senza le necessarie misure di sicurezza.

E sopratutto lo scempio del territorio. Ne sanno qualcosa gli abitanti di Terzigno che hanno dovuto subire l’umiliazione di vedere i camion sversare nella Cava Sari, dentro il Parco Nazionale del Vesuvio, per anni, oltre alla beffa di doversi sentir chiamare “criminali”, “estremisti”, o quando gli andava bene “ingrati” perchè il grande comandante in capo Bertolaso si stava spendendo per salvare noi poveri “antropologicamente” incapaci di fare la differenziata, da una fine orribile e poco importa se questo significava stuprare un territorio, l’importante era fare in fretta.

Ecco, dissi, non crediate che il problema di Napoli e Provincia non sia anche un problema italiano, e già le vicende siciliane lo avevano ampiamente testimoniato, e ora il caso di Villa Adriana lo conferma in pieno. Ma il punto non è indovinare quali saranno i prossimi territori ad andare in crisi nella gestione dei rifiuti, nè scommettere su quale prossimo sito ambientale o archeologico verrà messo in pericolo da una discarica.

Il punto è, dolorosamente, sempre lo stesso: non abbiamo fatto alcuno sforzo a livello nazionale, legislativo e materiale, per metterci in linea con quanto previsto dalle direttive dell’Unione Europea. Le quali dicono chiaramente: riciclaggio e riutilizzo soluzione primaria, poi biodigestori e inceneritori e infine, solo per una piccola frazione, le discariche.

Invece noi continuiamo a “ragionare al contrario”, anche nel caso di Corcolle: nessuno che azzardi a lanciare un piano straordinario per incrementare la differenziata a Roma, eppure lo stesso Alemanno è stato anche a San Francisco, ma tutti a litigare su dove realizzare le ennesime discariche “temporanee”.

Vale la pena ripeterlo: così non si va da nessuna parte. Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

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