Rifiuti: Memento Bruxelles

giugno 4, 2012 § Lascia un commento

In questi giorni si fa un gran discutere del problema dei rifiuti di Roma. Dove fare la discarica? Dopo aver abbandonato l’idea di fare scempio della Villa di Adriana, le autorità regionali del Lazio temono di incorrere nelle ire della Ue, che aspetta di vedere cosa combinerà la Polverini. Ma anche qui dovremmo ricordare che Bruxelles ci osserva e attende la scadenza del 15 giugno, per dare un responso su cosa fare dei 300 e passa milioni di euro destinati alla Campania per l’attivazione di un ciclo “virtuoso” dei rifiuti.

Infatti circa cinque mesi fa, era la fine di gennaio, il Ministro Clini insieme con il Sindaco de Magistris e il Governatore Caldoro, avevano rassicurato le autorità europee: la procedura di infrazione nei confronti della Campania non sarà necessaria, dissero, ci stiamo muovendo nella direzione giusta. E chiesero una proroga. Il Commissario europeo all’ambiente Janez Potocnik, pur se brontolando, dovette constatare sia il “cambio di guardia” politico, sia una certa volontà di cambiare marcia, per cui venne concesso alla Regione una proroga di cinque mesi. Il 15 giugno scade l’ultimatum e non sembra che molti nodi siano stati ancora sciolti.

Lo si capisce dalle dichiarazione rilasciate ieri da De Magistris: “il termovalorizzatore a Napoli non si fa”. Ovvero: niente è ancora definitivamente deciso. Anche perchè il decreto rifiuti approvato a marzo era un “tantino” vago: inceneritori, un impianto per smaltire le ecoballe, e ancora discariche. Ma non erano chiari nè i luoghi (di nuovo Acerra? Giugliano? Napoli est?) nè sopratutto i tempi (l’impianto per smaltire le ecoballe non ha tempi certi di costruzione e messa in funzione).

Messo così il “piano regionale dei rifiuti” è finora al massimo una lista delle buone intenzioni oltretutto non rispettosa della direttiva 2008/98 della Ue che, lo ricordiamo, è molto precisa nel descrivere il ciclo dei rifiuti a cui gli Stati, e in questo caso le Regioni, devono conformarsi: Riuso, riciclaggio, termovalorizzazione (o biodigestori) e infine le discariche.

Non pare che questa rigorosa classificazione delle priorità sia presente nel piano campano. Il tempo stringe e ancora tanta sembra essere la confusione che regna nelle stanze delle istituzioni partenopee. Beccarsi un’altra procedura di infrazione e perdere 300 milioni di euro sarebbe una tragedia per una Regione con i conti in rosso come la Campania. E’ il caso di ricordarlo ai nostri amministratori?

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