Rifiuti: un anno dopo

giugno 14, 2012 § Lascia un commento

E’ passato un anno, qualcosa in più, da quando De Magistris ha preso le redini della città partenopea, inclusa la pesante eredità del buco di bilancio e ovviamente dei rifiuti, è passato un anno da quando scrivo su questo blog (ovvero quello su Campaniasuweb). E purtroppo mi sembra che molti dei motivi che avevano spinto il sempre paziente Mario Vella a chiedermi una collaborazione, e che mi hanno convinto a scrivere su questa testata, siano ancora lì a ricordarci che in fondo tra la normalità e una crisi (“emergenza”), il passo sa essere davvero breve.

La differenziata è rimasta inchiodata a livelli davvero bassi, non siamo nemmeno al trenta per cento, di inceneritori previsti in decreti e piani, fortunatamente, neanche l’ombra. Dell’impianto di Acerra non è stato deciso ancora il destino, dovrebbe passare alla Regione Campania che non ha i 350 milioni per acquistarlo e potrebbe persino chiudere, delle bonifiche ambientali poi neanche l’ombra, se si eccettua l’improvviso ritorno sulla scena di Antonio Bassolino che è stato per dieci anni commissario straordinario alle bonifiche e abbiamo visto con quali risultati.

E ancora: continuiamo a portare i rifiuti all’estero e milioni di ecoballe continuano a marcire sotto il sole, avvelenando i territori dove sono state stoccate. Altri stanno messi peggio di noi, penso alla grave situazione che incombe su Palermo e alla triste vicenda, che in altro modo non si può definire, che tiene banco a Roma per la nuova, purtroppo, discarica che nessuno sa bene dove verrà realizzata.

Tutto nero quindi? No, non proprio, è vero che da un anno non vediamo più rifiuti in strada, è vero che faticosamente si sta avviando una raccolta differenziata efficace in alcuni quartieri della città e il deciso no all’inceneritore di Napoli Est è sicuramente incoraggiante. Ma molto ancora deve essere fatto se si vuole raggiungere l’obiettivo, determinante, dei “rifiuti zero” entro il 2020.

Forse le elezioni del prossimo anno ci consegneranno nuove maggioranze, e nuovi partiti, al Governo con una maggiore sensibilità verso i temi ambientali e della sicurezza sanitaria. Molte sono le cose da fare e la prima è adeguarsi al ciclo dei rifiuti come disegnato dall’Unione Europea (riuso, riciclo, incenerimento, discarica). Inasprire le pene per chi sversa illegalmente e aumentare i controlli per la salvaguardia del territorio (a proposito e il Sistri? Mah).

Tutto si può fare ma vi è necessità di una reale volontà politica che diciamolo francamente: i cittadini sono pronti e maturi per un cambiamento vero che non consideri più i rifiuti un problema ma una risorsa. Vedremo tra un anno se le cose saranno cambiate.

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