Rifiuti: causa ed effetto

luglio 26, 2012 § Lascia un commento

Da qualche giorno sembra essersi riacceso l’interesse, a livello nazionale, per la questione dei rifiuti tossici in Campania. Uno studio dell’Istituto Pascale ha messo in evidenza come nelle zone tra il casertano e la Provincia di Napoli vi sia un incremento delle neoplasie venti volte superiore che nel resto d’Italia. Insomma mentre in tutto il Paese i tumori sembrano fortunatamente diminuire, in quella vasta area che va dal capoluogo campano alla “terra di lavoro”, le diagnosi su manifestazioni cancerogene aumentano sempre di più.

A condurre lo studio è stato il dottor Maurizio Montella, che ho incontrato 6 anni fa e già allora mi parlò di un primo studio iniziato nel 1998 e che già all’epoca aveva cominciato a dare risultati non in linea con quel che succedeva nel resto d’Italia. E già allora c’era un però, ed era la difficoltà per Montella, e gli altri oncologi del Pascale, di poter effettuare la ricerca in maniera più ampia e sopratutto con il “conforto” e la copertura del servizio nazionale (ovvero l’Istituto Superiore di Sanità). Invece da quelle parti non sembravano sentirci poi tanto bene.

Dopo più di un lustro ci risiamo: i medici napoletani lanciano l’allarme, rifiuti tossici e tumori sono in correlazione, fino a che punto l’incidenza di sostanze velenose sia determinante per lo sviluppo di forme tumorali è ancora da determinare, ma è innegabile che la presenza nelle acque e nei terreni di sostanze quali il pcb (molto diffuso) sia sempre accompagnato da un aumento proporzionale delle diagnosi tumorali.

Al grido di allarme e di dolore partito da Napoli rispondono i “pompieri” nazionali. Infatti subito sul Corriere della Sera è apparso un articolo dove responsabili dell’ISS (istituto superiore di sanità) si affrettano a spiegare che “forse” c’è una correlazione, ma non si può essere sicuri. Che certo è vero nel casertano l’incidenza tumorale è molto alta, che si in alcune zone del Veneto e della Sardegna dove ci sono scarichi di industrie chimiche o di idrocarburi si registrano aumenti di questo tipo di malattie, “ma è ancora presto per dirlo con precisione scientifica”.

E sapete perchè è presto? Perchè il progetto del ISS è partito da quattro anni. Ora mi chiedo se il Pascale, ma non è certo l’unico istituto a farlo, sta monitorando e tentando di raccogliere più dati possibili da 15 anni, perchè l’ISS non ha utilizzato anche quella documentazione? Perchè il progetto è partito solo 4 anni fa?

Intanto i roghi continuano a flagellare con le loro nubi nere e appiccicose le terre campane e ora, solo ora, il Ministro della Salute Balduzzi ha deciso di acquisire il fascicolo con la ricerca di Montella e di “monitorare” ciò che sta accadendo nella Regione. Meglio tardi che mai verrebbe da dire. Ma la paura, che purtroppo è sempre la solita paura, è che una volta passato il clamore, l’attenzione mediatica e le polemiche, torni a scendere una cappa di silenzio sulla terribile situazione che la popolazione dell’agro casertano sta vivendo. Una cappa nera e appiccicosa.

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