Rifiuti: l’eterno ritorno

settembre 12, 2012 § Lascia un commento

Si ricomincia. In un ciclo tutt’altro che virtuoso si cerca per l’ennesima volta di risolvere il problema dei rifiuti in Campania, che ormai diciamolo non ha più senso identificarlo solo con Napoli. Dopo una estate passata a respirare le nubi tossiche generate dalle centinaia di roghi più o meno dolosi che si sono verificati nell’agro casertano e nella provincia partenopea, le “istituzioni”, le virgolette sono volute, si sono rimesse all’opera. Tanti vertici, incontri, discussioni e rimandi, sopratutto rimandi.

Mancano i soldi. E questo è un dato appurato, visto che la Ue non intende assolutamente sbloccare, e come darle torto, i 500 milioni di euro per la differenziata ed anzi pende su di noi la solita spada di damocle della super multa. I territori restano in condizioni drammatiche: altamente inquinati da rifiuti di ogni tipo non ci sarà, chissà per quanto ancora, la possibilità di bonificarli.

Ma l’eterno ritorno è anche quello dell’annosa questione: inceneritore si, inceneritore no. Sopratutto: dove farlo? E aggiungo: con quali soldi? Dato che l’unica società apparentemente interessata, la A2a che gestisce già Acerra, sembra molto riluttante ad investire le sue risorse in quel “buco nero” che è diventata la nostra Regione.

Mi hanno comunque colpito le parole del Governatore Caldoro al margine dell’incontro in prefettura di ieri: “bisogna rimediare alla vetustà degli impianti”. In parole povere: gli stir, impianti di tritovagliatura, sono obsoleti, l’inceneritore di Acerra anche, mancano impianti di biodigestione e manca anche l’impianto che servirà a smaltire le ecoballe “maledette”.

Detto così potrebbe sembrare solo l’ammissione di uno “stato dell’arte” che è sotto gli occhi di tutti, ma vi è in quelle parole una feroce ironia, al cittadino partenopeo, e campano, che ha visto negli anni susseguirsi commissari straordinari, fondi speciali, gare di appalto e sopratutto un fiume di denaro pubblico che è confluito qui per risolvere l’emergenza rifiuti, viene da chiedersi: ma allora tutti questi soldi che li abbiamo spesi a fare se siamo punto e daccapo?

Bella domanda, peccato che le nostre beneamate “istituzioni” non si prenderanno la briga di rispondere poichè guardano “avanti” o anche più in là, magari all’estero dove continuiamo a mandare i nostri rifiuti, mentre i cittadini si guardano sempre più spesso intorno e appaiono sempre più preoccupati, giustamente, dei dati che riguardano la mortalità e la incidenza di malattie, leggi: tumori e malformazioni, che sono indice della devastazione che si è perpetrata in questi anni.

Si è detto che se non si sarà in grado di avviare una differenziata efficiente o di trovare lo spazio per un’altra inutile discarica, presto vedremo ricomparire i sacchetti maleodoranti per le strade di Napoli a far da “contorno” al panorama. L’ennesimo triste ritorno.

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