Rifiuti: il Super

dicembre 18, 2012 § Lascia un commento

malagrotta-discaricaAvevo già scritto della crisi dei rifiuti che affligge la Capitale e la Regione Lazio. Ero arrivato a paragonare, e i fatti in certo modo mi hanno dato ragione, Roma a Napoli sotto il profilo della criticità della gestione e delle (mancate) soluzioni. Ora un altro tassello si aggiunge alla vicenda, il che rende i paragoni, accompagnati da amari ricordi, sempre più calzanti.

Ricapitoliamo: la discarica di Malagrotta, che serve la Capitale, è ormai piena da tempo, tra deroghe  e prolungamenti si è andati avanti ben oltre ogni limite consentito, ma l’incarico dell’attuale Prefetto di Roma, che sta tentando di gestire la situazione e individuare un nuovo sito dove fare l’ennesima nuova discarica, scade il 31 dicembre e nessuna soluzione sembra essere stata trovata.

Il Ministro Clini e il Governo hanno così pensato di inglobare nella legge di stabilità, di prossima approvazione, degli emendamenti presentati da alcuni parlamentari del Pdl, e dare il via alla nomina di un “Super commissario” i cui poteri, ancora non perfettamente definiti, dovrebbero non solo concretarsi nella scelta del nuovo sito sostitutivo ma anche, pare, nella gestione del ciclo dei rifiuti della città di Roma, con possibilità di effettuare trasferimenti fuori Regione proprio come accade già qui in Campania e per Napoli in particolare.

Ora il “super commissario” è una figura tristemente nota al cittadino partenopeo: prototipo di tale anomala figura è stato il nostro ex presidente di Regione Antonio Bassolino, il quale ad un certo punto ha ricoperto contemporaneamente, negli anni dell’emergenza, sia il ruolo di commissario ai rifiuti che quello addetto alle bonifiche ambientali. Con risultati sconcertanti: l’emergenza non è stata risolta, e per molti versi non lo è ancora, e le bonifiche mai effettuate (con conseguenze giudiziarie, si veda il mio post sullo stato delle inchieste che hanno portato Bassolino ed altri a processo per danno all’erario, proprio in merito alle bonifiche). Insomma uno spreco di soldi ormai ampiamente documentato.

Ma non è bastato al Governo, ai governi che si sono succeduti, i quali evidentemente “affascinati” dalla figura di un super burocrate, hanno creato una seconda figura ibrida: “il comandante supremo Bertolaso” a cui dare pieni poteri per risolvere quella dannata emergenza “munnezza” che tanto ci screditava agli occhi della comunità internazionale.

Appena avuti i poteri il nostro Bertolaso si è subito messo all’opera creando discariche ad hoc in un Parco Nazionale, quello del Vesuvio, come ben sanno gli abitanti di Terzigno. Il quale è poi stato rinviato a giudizio nell’inchiesta “Rompiballe” dove erano presenti anche altre 25 persone, tra le quali la sua vice, sempre per la sua gestione dell’emergenza rifiuti (memorabili le sue dichiarazioni sul “problema risolto” e la sua gestione della discarica di Chiaiano). Insomma un disastro.

Ora il Governo, questa volta “tecnico”, ci riprova: via al Super commissario! Eppure ci sarebbe da chiedersi se a fronte di nomine straordinarie, decreti specifici, interventi emergenziali non basterebbe far applicare una legge ordinaria che preveda l’attuazione di quanto previsto a livello europeo in tema di gestione del ciclo dei rifiuti: differenziazione, riutilizzo in primis e in via sussidiaria termovalorizzazione e messa in discarica.

Alle definizioni mirabolanti basterebbe sostituire un pò di sano pragmatismo.

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